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Addio a Mazzola: l’Inter e il calcio italiano ricordano una leggenda

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Il calcio italiano perde uno dei suoi simboli più rappresentativi. Sandro Mazzola è morto all’età di 83 anni, lasciando un’eredità sportiva che attraversa generazioni e che ha il suo centro soprattutto nella storia dell’Inter e della Nazionale.

La notizia della scomparsa ha provocato numerose reazioni da parte delle istituzioni sportive, dei club e di tanti protagonisti del calcio. Per ricordare Mazzola, il presidente del CONI Luciano Buonfiglio ha disposto un minuto di silenzio in occasione delle manifestazioni sportive in programma nel fine settimana in Italia.

Una carriera interamente legata all’Inter

Mazzola ha costruito praticamente tutta la propria carriera con la maglia nerazzurra. Cresciuto nel settore giovanile dell’Inter, ha esordito in prima squadra ancora giovanissimo, diventando progressivamente uno degli uomini simbolo della formazione guidata da Helenio Herrera.

Dal 1961 al 1977 ha disputato 565 partite ufficiali con l’Inter, realizzando 158 gol. Nel suo palmarès figurano quattro Scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali. Una delle immagini più celebri della sua carriera rimane la doppietta nella finale di Coppa dei Campioni del 1964 contro il Real Madrid.

La sua esperienza internazionale si è intrecciata anche con quella della Nazionale italiana. In azzurro ha raccolto 70 presenze e 22 reti, conquistando il Campionato Europeo nel 1968 e raggiungendo la finale dei Mondiali del 1970 in Messico.

Il peso del cognome Mazzola e il legame con Valentino

La storia di Sandro è stata inevitabilmente legata anche a quella del padre Valentino, capitano del Grande Torino scomparso nella tragedia di Superga del 1949. Sandro aveva appena sei anni quando perse il padre, ma nel corso della sua vita ha trasformato quel cognome in una nuova pagina della storia del calcio italiano.

Il rapporto con l’Inter è rimasto fortissimo anche dopo il ritiro. Mazzola ha ricoperto ruoli dirigenziali e ha continuato a frequentare l’ambiente nerazzurro, contribuendo anche all’arrivo a Milano di Ronaldo, il Fenomeno brasiliano.

Il ricordo dell’Inter

Il club nerazzurro ha salutato Mazzola sottolineandone il valore non soltanto come campione, ma anche come figura profondamente legata all’identità della società.

Beppe Marotta ha ricordato così l’ex calciatore: “Oggi se ne va un altro pezzo di leggenda nerazzurra. Sandro era l’Inter, qui è entrato da ragazzo e qui ha scelto di restare per sempre: una sola maglia, diciassette stagioni, una vita intera. Con la Grande Inter di Herrera ha scritto pagine che nessuno cancellerà. Oggi il nostro dovere è custodirne il ricordo, perché un club è grande quanto la sua memoria. E quella di Sandro resterà con noi, per sempre”.

Anche Javier Zanetti ha voluto dedicare un pensiero a Mazzola: “Sei stato e resterai per sempre una leggenda. Un signore, un riferimento, un fuoriclasse in campo e nella vita. Un simbolo dell’Inter e del calcio italiano nel mondo, da generazioni e per sempre. Ti devo tanto, Sandro. Sei stato tra le figure più importanti per me, quando da ragazzino in Argentina sognavo l’Inter: sei stato tra chi mi ha portato a Milano, un regalo di cui non smetterò mai di esserti grato. Riposa in pace, Sandro”.

Il cordoglio dello sport italiano

La FIGC ha annunciato un minuto di raccoglimento durante le gare delle competizioni previste nel fine settimana, disponendo inoltre le bandiere a mezz’asta nella sede federale di Roma e al Centro Tecnico di Coverciano.

Il presidente Giovanni Malagò ha definito Mazzola una delle figure capaci di rendere grande il calcio italiano nel mondo: “La scomparsa di Sandro Mazzola – dichiara il presidente federale Giovanni Malagò – è un dolore profondo per me e per tutto il calcio italiano. Se ne va una leggenda, una delle figure che hanno contribuito a rendere grande il nostro calcio nel mondo. Sandro è stato una bandiera, un capitano, un campione capace di attraversare un’epoca e di diventare memoria collettiva. Il figlio di Valentino che ha saputo trasformare un cognome immenso in una storia altrettanto grande, costruita con talento, personalità, coraggio e una straordinaria umanità. Mi piace pensare che abbia finalmente ritrovato suo padre e quei campioni con cui ha condiviso una delle pagine più belle del calcio italiano”.

Anche Milan e Torino hanno espresso il proprio cordoglio, ricordando un avversario storico e, nel caso del club granata, una figura appartenente alla famiglia del Grande Torino.

Una memoria destinata a rimanere

Dai trionfi della Grande Inter alle imprese con la Nazionale, passando per l’attività dirigenziale e il ruolo di commentatore televisivo, Mazzola ha attraversato decenni di calcio italiano.

La sua stessa idea di come avrebbe voluto essere ricordato racchiude il tratto umano che ha accompagnato la sua lunga storia nel mondo del pallone: “Essere ricordato come un bravo uomo, che se la gioca anche quando è impossibile vincere, come in quel 9-1”.

Per l’Inter, per la Nazionale e per il calcio italiano, quella di Sandro Mazzola rimane una storia destinata a essere tramandata.

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