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Addio a Mircea Lucescu, il “mago” del calcio europeo
Il mondo del calcio piange la scomparsa di Mircea Lucescu, storico allenatore rumeno morto all’età di 80 anni dopo un infarto che lo aveva colpito nei giorni precedenti. Il tecnico era ricoverato in ospedale a Bucarest da fine marzo e le sue condizioni erano peggiorate fino al decesso, avvenuto il 7 aprile 2026.
Considerato uno dei tecnici più influenti del calcio dell’Europa orientale, Lucescu ha costruito una carriera lunghissima, durata oltre quattro decenni tra club e nazionali. Negli ultimi anni aveva nuovamente assunto la guida della Romania, con l’obiettivo di portarla ai Mondiali, ma il suo percorso si è interrotto dopo la sconfitta nei playoff di qualificazione.
L’arrivo a Milano dopo Simoni
La scomparsa di Mircea Lucescu ha riportato alla memoria anche il suo passaggio nel calcio italiano, in particolare sulla panchina dell’Inter. L’allenatore rumeno, morto all’età di 80 anni, è stato uno dei tecnici più longevi e rispettati del panorama europeo e, tra le tante esperienze della sua carriera, ha avuto anche una breve ma significativa avventura in Serie A.
Lucescu approdò all’Inter nel novembre del 1998, chiamato a sostituire Luigi Simoni. Il club nerazzurro, reduce dal trionfo in Coppa UEFA nella stagione precedente, stava attraversando un momento complicato e la dirigenza decise di affidarsi al tecnico rumeno per cercare di rilanciare la squadra.
La rosa era ricca di talento e comprendeva giocatori di primo piano come Ronaldo, Roberto Baggio e Javier Zanetti, ma la stagione si rivelò difficile e segnata da diversi problemi. In particolare, l’infortunio di Ronaldo condizionò pesantemente il rendimento della squadra, rendendo ancora più complicato il lavoro del nuovo allenatore.
Un’esperienza durata pochi mesi
Nonostante le aspettative iniziali, l’avventura di Lucescu all’Inter durò solo pochi mesi. I risultati non furono all’altezza delle ambizioni del club e, dopo una serie di prestazioni altalenanti in campionato, la società decise di sollevarlo dall’incarico nel marzo del 1999.
Al suo posto venne richiamato nuovamente Simoni nel tentativo di cambiare rotta nel finale di stagione. Per Lucescu si trattò quindi di una parentesi breve, ma comunque significativa all’interno di una carriera lunghissima che lo ha visto allenare in diversi Paesi e vincere numerosi trofei.
Un allenatore che ha lasciato il segno in Europa
Nonostante l’esperienza poco fortunata a Milano, Lucescu ha costruito altrove la parte più importante della sua carriera, diventando una figura di riferimento soprattutto nell’Europa orientale. Il suo nome resta legato in particolare ai successi con lo Shakhtar Donetsk, club che sotto la sua guida ha conquistato numerosi titoli nazionali e anche una storica Coppa UEFA.
Il suo passaggio all’Inter resta comunque una pagina interessante della storia nerazzurra: un momento in cui il club provò ad affidarsi alla grande esperienza internazionale del tecnico rumeno per uscire da una fase complicata. Anche se breve, quell’avventura rappresenta uno dei capitoli italiani della lunga carriera di Lucescu nel calcio mondiale.
