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Ausilio: “Con la Premier non possiamo competere. Marotta? Da presidente è diventato più cattivello”
Piero Ausilio ha fatto il punto sul presente e sul futuro dell’Inter in occasione dell’inaugurazione della finestra estiva di calciomercato.
Il direttore sportivo nerazzurro ha affrontato diversi argomenti, dall’esperienza maturata dopo le ultime stagioni al lavoro della dirigenza, passando per le difficoltà economiche nel confrontarsi con i grandi club inglesi e alcuni retroscena sulle trattative di mercato.
Ausilio ha iniziato parlando della mentalità che caratterizza il club, sottolineando come anche le sconfitte possano rappresentare un’occasione di crescita.
“Si dice che quando si perde, in realtà si impara e noi l’anno scorso abbiamo imparato. Era già capitato dopo Istanbul, ma la parte bella è stata la reazione del club e dei calciatori, che hanno trovato motivazioni per cancellare quanto successo. Vincere aiuta a vincere. La nostra forza deve essere quella di resettare subito: la vittoria va dimenticata in fretta perché il calcio ricorda soprattutto le sconfitte e bisogna ripartire immediatamente.”
Uno dei temi principali è stato il divario economico con la Premier League. Secondo il dirigente, l’Inter deve continuare a puntare sulla competenza e sulla capacità di individuare giocatori prima della concorrenza.
“Le idee sono l’unica cosa che mi viene in mente. Ogni anno la forbice con la Premier League si allarga sempre di più. Noi dobbiamo continuare a fare quello che i club italiani hanno dimostrato di saper fare, cercando opportunità e recuperando calciatori che magari in Inghilterra non sono stati protagonisti. A livello economico oggi non possiamo competere. Non siamo abituati a piangerci addosso, ma dobbiamo fare qualcosa in più attraverso le idee.”
Ausilio ha inoltre spiegato che spesso l’Inter rinuncia in partenza ad alcuni obiettivi quando entrano in scena le società inglesi.
“Se arriva la concorrenza di certi club è impossibile. Io, anzi, a volte evito proprio di andare su alcuni giocatori che possono finire nel mirino di determinate squadre.”
Il direttore sportivo si è poi soffermato sul ruolo del presidente Giuseppe Marotta e sul rapporto con la proprietà Oaktree, scherzando sul cambiamento dell’ex amministratore delegato.
“Marotta, che ha fatto anche il direttore sportivo per tanti anni, è diventato più cattivello adesso da presidente. Da amministratore delegato era più dalla nostra parte. Fortunatamente è un tramite con la proprietà, riesce a essere più presente con loro. La nostra proprietà è un po’ particolare e avere un collegamento tra l’area sportiva e loro ci aiuta a trasmettere le nostre idee.”
Ausilio ha poi aggiunto una riflessione sulle numerose indiscrezioni che circolano quotidianamente sul mercato.
“Il 99% delle cose scritte, dette o raccontate sono bugie. Dico bugie, ma potrei usare anche un altro termine. Fa parte del gioco e lo sappiamo.”
Spazio anche per un giudizio sull’allenatore Cristian Chivu, che secondo il dirigente è stato criticato troppo presto.
“L’errore non si perdona a nessuno: dopo due partite Chivu era già stato messo in discussione dall’esterno, non dall’interno. Noi abbiamo continuato a credere nel nostro lavoro e alla fine abbiamo vinto Scudetto e Coppa Italia.”
In chiusura, Ausilio ha raccontato anche un curioso retroscena legato al mercato, senza fare nomi ma lasciando intendere che si tratti di una trattativa recente, probabilmente collegata a Giovanni Leoni.
“Il no che ancora ricordo? Ho preso un due di picche che neanche alle scuole superiori. Abbiamo fatto quello che dovevamo, il nostro massimo e meno della metà di altri. È un bel due di picche che ci portiamo a casa.”
Le parole del direttore sportivo confermano la linea dell’Inter: lavorare con sostenibilità economica, puntando sulla qualità dello scouting e sulle intuizioni di mercato, pur nella consapevolezza che il divario finanziario con i grandi club europei renda sempre più difficile competere sullo stesso piano.
