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Chivu: “Clima nel calcio? Siamo tutti colpevoli”
Dopo la netta vittoria per 5-2 contro la Roma, l’allenatore dell’Inter Cristian Chivu può finalmente tornare a sorridere. La sua squadra ha offerto una prestazione convincente e spettacolare, soprattutto nella ripresa, dimostrando carattere e qualità contro un avversario sempre difficile. Al termine della partita, il tecnico nerazzurro ha analizzato la gara ai microfoni di DAZN, sottolineando la crescita mostrata dal gruppo.
Le parole di Chivu
Parlando della differenza tra i due tempi, Chivu ha spiegato che la squadra ha interpretato molto meglio la seconda frazione: “Super secondo tempo? Quello che avevamo chiesto all’intervallo, approcciare bene, abbiamo chiuso la partita segnando due goal, capisci che questa squadra dà segni di maturità, magari ha avuto qualche attimo nelle ultime partite soprattutto nei secondi tempi dove ha speculato un po’ di più cosa che non dovevamo fare ma oggi ci siamo presentati nel secondo tempo con la voglia di dominare e chiudere la partita”.
Il tecnico ha poi analizzato anche le difficoltà incontrate nel primo tempo, dovute alle caratteristiche tattiche della Roma: “Andare a prendere la Roma non è semplice, hanno i quinti, trequartisti sempre sulle fasce, eravamo un po’ preoccupati per la giocata su Malen, forse Calhanoglu era un po’ più basso e faceva fatica ad arrivare su Pisilli. Nel secondo tempo abbiamo avuto più coraggio, abbiamo rotto le linee, abbiamo contenuto di più il palleggio. Quando dai tempo e spazio ai giocatori della Roma, con la mobilità che hanno. Poi abbiamo alzato i giri, siamo stati più aggressivi”.
Infine Chivu ha voluto affrontare anche un tema più ampio, legato al clima che spesso circonda il mondo del calcio e le polemiche che lo accompagnano. Il tecnico ha invitato tutti a riflettere sul modo in cui si vive questo sport: “Come migliorare il clima attorno al calcio? Non ho la bacchetta magica. Siamo tutti colpevoli di quello che succede in questo calcio. Noi, i giocatori, i tifosi, i social, i giornalisti. E’ una narrativa che piace, esaltare le cose negative piace. Invece il calcio è un gioco, a partite dai settori giovanili, dove io sono stato. Bisogna cambiare l’approccio al calcio, perché il calcio è bello e fa innamorare i bambini e i tifosi. E per tifosi intendo quelli che tifano la loro squadra, non quelli che gufano e sparano cose che non si può dire”.
