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Inter, Chivu: “La pressione? È una storia vecchia. Le critiche sono gratis”

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L’Inter di Chivu si prepara ad affrontare l’Udinese a San Siro con l’obiettivo di dare continuità al proprio percorso in campionato e lasciarsi alle spalle la sconfitta maturata al Bernabéu contro il Real Madrid nella prima giornata di Champions League.

Alla vigilia della gara, Cristian Chivu ha fatto il punto sulla condizione della squadra, sulle critiche arrivate dall’esterno e sulle scelte tattiche. L’allenatore nerazzurro ha inoltre parlato della gestione di alcuni giocatori, tra cui Calhanoglu e Diouf, oltre a soffermarsi sul tema arbitrale e sull’utilizzo del VAR.

Chivu: “L’Udinese è una squadra che mette in difficoltà gli avversari”

Il tecnico dell’Inter non si aspetta una partita semplice contro la formazione friulana, sottolineandone sia le caratteristiche fisiche sia la qualità tecnica.

“Le partite si preparano alla stessa maniera delle altre. consapevoli che l’ìUdinese è una squadra non solo fisica ma anche di qualità. È una squadra allenata bene, che ha sempre dimostrato di saper fare bene anche nonostante le perdite che ha avuto, che mette in difficoltà gli avversari. Noi comunque vorremo fare bene come sempre”.

Le critiche? “Qualche critica ci può stare”

Chivu ha poi analizzato il momento dell’Inter, invitando a non concentrarsi esclusivamente sui risultati. Secondo l’allenatore, la squadra ha mostrato diversi aspetti positivi anche nelle partite più complicate.

“È una squadra serena come sempre. Il nostro obiettivo è sempre stato quello di migliorare, di voler aggiungere qualcosa. È presto per dare giudizi, vedo delle belle cose. Se giudichiamo solo i risultati qualche critica ci può stare, ma noi non badiamo solo a quello. Noi non possiamo perdere la consapevolezza e la fiducia di quello che di buono abbiamo fatto non solo contro il Real ,a anche con il Napoli. Le due partite io le lego perché sono ravvicinate. Con il Napoli hai speso tanto a livello mentale, 72 ore dopo hai giocato al Bernabeu. Io mi prendo le cose positive come la reazione dopo le difficoltà, la reazione dopo gli errori”.

Champions League, Chivu: “Le ultime 6/7 partite non sono andate come volevamo”

Il ko contro il Real Madrid non viene ignorato dal tecnico, che riconosce come il rendimento europeo recente non sia stato all’altezza delle aspettative. Chivu, però, guarda soprattutto al percorso complessivo della nuova stagione.

“Noi guardiamo come detto l’obiettivo finale. Che è la durata di una stagione. Noi stiamo parlando di agosto e settembre. Non perdiamo di vista che le ultime 6/7 partite in Champions non sono andate come volevamo. Però stiamo parlando di una nuova stagione, di un nuovo percorso con altre 7 partite di un mini-torneo in cui raggiungere tot punti. Siamo preoccupati della fiducia in quello che facciamo e non ho visto perdite da questo punto di vista. Ho visto la squadra un po’ amareggiata per quanto potevamo fare meglio a Madrid”

La pressione esterna: “È una storia vecchia”

L’allenatore nerazzurro non sembra intenzionato a farsi condizionare dalle valutazioni provenienti dall’esterno. Chivu distingue infatti tra le opinioni, alle quali tutti hanno diritto, e la responsabilità che invece appartiene alla squadra e allo staff.

“In tanti vogliono metterci pressione? È una storia vecchia, siamo abituati a conviverci e per noi è importante quello che facciamo a livello quotidiano. I giudizi ci sono stati, ci sono anche ora, e non è un problema nostro. I giudizi sono gratis, ognuno è libero di esprimere la sua opinione. Noi invece abbiamo una responsabilità è questa la differenza”.

Difesa a tre o a quattro? “Conta come interpretiamo”

Sul sistema di gioco Chivu ridimensiona l’importanza del numero associato alla linea difensiva. Per il tecnico, l’aspetto decisivo è il modo in cui i giocatori interpretano le diverse fasi della partita.

“Per me i discorsi su difesa a 3 o a 4 non contano tanto. Io guarda a come giochiamo. Ci sono squadre che partono con il 4-3-2-1 e poi si metto a difendere a 5 o a 6 abbassando l’esterno alto. Per me conta come interpretiamo, andare a prendere alti uomo su uomo e non solo. A me interessa quello che un giocatore individualmente fa per migliorare. Un 4-2-3-1 in fase difensiva può diventare un 3-2 o un 3-1 in costruzione. Più che il modulo conta i giocatori che hai a disposizione e metterli nelle condizione di fare meglio. Non è il modulo, ma il modo in cui leggi le situazioni”

La crescita dell’Inter: “Abbiamo due trofei in più”

Chivu rivendica i progressi compiuti dalla squadra rispetto alla stagione precedente, sottolineando soprattutto i risultati ottenuti e il percorso di crescita del gruppo.

“Crescita? Prima di tutto rispetto all’Udinese dell’anno scorso abbiamo due trofei in più che non sono pochi. Da dove eravamo partiti, con tutto quello che si diceva e che era la realtà ci siamo presentati alla seconda giornata perdendo in casa. Un anno dopo siamo Campioni d’Italia e abbiamo vinto la Coppa Italia. Il miglioramento è stato fatto dire. Si può comunque migliorare la nostra idea di calcio e i ragazzi si impegnano tanto”.

Calhanoglu, gestione e condizione fisica

Il centrocampista turco è stato al centro delle valutazioni dell’allenatore, che ha spiegato le ragioni alla base di una gestione attenta del suo minutaggio.

“Minutaggio Calhanoglu? Lui ha fatto il Mondiale e lo ha fatto da infortunato. Nella semifinale di Coppa ha fatto due goal e poi ha saltato il fine stagione. Si è portato dietro quel problema e le ha giocate al Mondiale. Poi ha fatto un mese di vacanza e ci sono state critiche importanti in Turchia per come è andato il Mondiale. Ha fatto tardi la preparazione perciò per noi la priorità è mettere in condizione i giocatori e soprattutto chi ha saltato parte della preparazione”

Diouf, l’obiettivo è aumentare la sua autonomia

Chivu ha parlato anche della crescita di Diouf, considerato un giocatore in grado di offrire caratteristiche differenti e nuove soluzioni sulla fascia.

“Diouf sto cercando come con tutta la squadra di metterlo in condizione il prima possibile. L’obiettivo è di avere invece che 60, 80 minuti di qualità. Soprattutto per un quinto e per lui che ha caratteristiche uniche, è ancora più importante. Lui ha questa spensieratezza nell’andare ad affrontare l’uomo contro uomo. È un giocatore che dà una soluzione in più. Poi ci saranno momenti in cui serviranno altre richieste su quel lato e cambieremo. Però per come si è messo a disposizione e come ha lavorato non gli si può rimproverare nulla e siamo felici della sua crescita”.

Rigori e VAR: “Meno ce ne sono e meglio è”

Tra gli argomenti affrontati in conferenza anche il rapporto con la tecnologia e il metro arbitrale. Chivu si dice favorevole a un maggiore spazio lasciato alla valutazione dell’arbitro durante la partita.

“I rigori e il metro arbitrale? Io sono contento del metodo. Meno var c’è e più intensità nel gioco c’è. Queste regole delle riprese veloci per me sono importanti perché danno ritmo e ci sono meno perdite di tempo. Coloro che erano stati sfiorati e rimangono per terra ora sanno che possono rimanere fuori per un minuto. Per i rigori ci sono comunque situazioni in cui il var deve intervenire, però meno ce ne sono e meglio è. Nessuno vuole che si tolga la var, però a me piace l’atteggiamento di chi dà all’arbitro il pallino del gioco. Vorrei più dialogo con i giocatori, ma capisco che c’è tanta pressione”.

Dimarco e Spence, le ultime indicazioni

In chiusura, Chivu ha fornito un aggiornamento sulle condizioni dei due giocatori, spiegando che Dimarco è tornato regolarmente a disposizione mentre Spence prosegue il proprio percorso di recupero.

“Dimarco e Spence? Dimarco si è allenato ed è a disposizione del gruppo. Spence è nel processo di riatletizzazione. Vedrete con le convocazioni di domani chi ci sarà”.

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