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Inter, Marotta: “Momento di difficoltà ma nessuno psicodramma”
Il presidente dell’Inter, Giuseppe Marotta, ha commentato il periodo non semplice vissuto dalla squadra nerazzurra nel mese di marzo. Intervenuto in Lega Calcio, il dirigente ha invitato l’ambiente a mantenere equilibrio e lucidità nonostante alcune prestazioni sottotono nelle ultime settimane.
“Siamo in un momento di difficoltà e involuzione, forse dovuto a stanchezza o infortuni ma vale anche per gli avversari, ma nessuno psicodramma. Non cerchiamo alibi, siamo meritatamente primi in classifica, abbiamo sei punti di vantaggio e ce la giocheremo fino in fondo con tranquillità”. Parole che evidenziano come la società voglia mantenere fiducia nel lavoro svolto finora e nel percorso intrapreso dalla squadra.
Marotta ha poi sottolineato anche l’aspetto positivo della situazione attuale, ricordando come la posizione in classifica resti comunque favorevole: “A inizio stagione sarebbe stato impensabile per me poter parlare di sei punti di vantaggio a otto domeniche dalla fine. E siamo ancora in corsa in Coppa Italia, in Champions invece potevamo fare meglio“.
Il presidente nerazzurro ha poi fatto riferimento al ruolo dell’allenatore Cristian Chivu, chiamato a guidare la squadra fuori da questo momento complicato: “L’allenatore è il leader del gruppo, analizzerà la situazione nel migliore dei modi. Dobbiamo ritrovare la strada momentaneamente persa, la squadra è forte e devo essere ottimista. In alcune circostanze è più facile fare il cacciatore che la lepre perché le forze degli avversari si moltiplicano“.
Nel corso dell’intervento, Marotta ha anche commentato le pressioni che spesso accompagnano la lotta per lo scudetto, ricordando alcune stagioni passate in cui la tensione aveva pesato nel finale: “Mi auguro di no. Le pressioni esistono, i professionisti devono gestirle“.
Infine, il presidente interista ha espresso la propria opinione su un episodio arbitrale discusso, relativo a un presunto fallo di mano di Marin Pongračić non sanzionato dall’arbitro Andrea Colombo e dal VAR: “Non entro nel dettaglio se non che noto come tanti moviolisti hanno detto che era calcio di rigore. Ci sentiamo penalizzati? Credo che alla fine tutto si compensi, non facciamo le vittime. Queste cose non devono essere un alibi, bisogna essere più forti di possibili errori arbitrali. L’importante è che la classe arbitrale, anche col Var, abbia uniformità di giudizio: troppe volte certi episodi sono valutati in modo troppo soggettivo, spero che l’anno prossimo ci siano un protocollo e un metro di giudizio omogenei“.
