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Marotta: “Il rigore del Como non c’era. Il calcio è malato”
A margine dell’assemblea di Lega Serie A, l’amministratore delegato dell’Inter, Giuseppe Marotta, ha affrontato diversi temi caldi, spaziando dalla politica sportiva fino agli episodi arbitrali più recenti. Al centro del suo intervento, il forte sostegno alla candidatura di Giovanni Malagò alla guida della FIGC.
“Malagò? Serve trovare un confronto con la politica”
“18 club su 20 a favore di Malagò? Uno dei migliori risultati degli ultimi anni, l’espressione di 20 club, società e presidenti. Questo è il primo atto di una situazione che ci deve portare a trovare una strada maestra per migliorare il nostro calcio dal punto di vista della nobiltà della Nazionale che è un patrimonio sociale e dall’altro è il momento di fare riforme, non può non avvenire senza confronto con la politica. Per la politica non è il nome giusto? Non lo so e se è così mi dispiace. Malagò è stato identificato come profilo di manager sportivo che naviga da tanti anni nel nostro mondo, deve essere interprete e raccogliere le linee guida della Serie A per migliorare il nostro calcio che è un paziente malato e che ha bisogno di una cura importante”.
Marotta e la vittoria dell’Inter contro il Como
Marotta ha poi commentato la vittoria ottenuta contro il Como, sottolineando la prestazione della squadra: “È stata una bella partita, un bello spot per il nostro calcio, vinta meritatamente dall’Inter grazie alla forza, alla qualità del gioco espresso contro una squadra che ha dimostrato di essere all’altezza e di svolgere il ruolo da protagonista nel campionato”.
Non è mancato un passaggio sull’episodio più discusso del match, ovvero il calcio di rigore assegnato e poi contestato: “Tutti hanno evidenziato che non era rigore, è evidente che non siamo tanto risentiti perché abbiamo vinto ma immaginate se quel rigore avesse portato ad un esito diverso, saremmo qui a recriminare ma fa parte di una serie di errori che ogni tanto capitano durante una stagione, in questo momento si verificano spesso, però spero spinga a fare riflessioni per trovare una simbiosi tra il protocollo VAR e l’arbitro centrale”
Infine, il dirigente nerazzurro ha risposto anche a una battuta dell’allenatore Cristian Chivu, lanciando un messaggio chiaro sulle ambizioni del club.
“È stata un’affermazione ironica e fatta col sorriso. In Italia c’è la paura di affrontare la tematica degli obiettivi da raggiungere. L’Inter deve essere coraggiosa, deve raggiungere il massimo in tutte le competizioni. Fa parte del DNA di un club che vuole vincere, solo così, dichiarandosi ambiziosi e non arroganti, si possono raggiungere traguardi importanti”
