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Marotta: “Non possiamo più permetterci spese folli”
A poche ore dalla partenza dell’Inter verso l’Australia, il presidente Beppe Marotta ha fatto il punto sul presente e sul futuro del club nerazzurro.
La squadra campione d’Italia si prepara ad affrontare una tournée internazionale di grande prestigio, con sfide contro Manchester City, Milan e Juventus, ma il numero uno interista ha voluto soprattutto sottolineare i principi che guideranno la società nei prossimi anni.
Intervistato da Rete Italia e Globo Tv, Marotta ha evidenziato il valore della trasferta australiana non solo dal punto di vista sportivo, ma anche sotto il profilo della crescita del marchio Inter nel mondo. “L’arrivo in Australia è motivo di grande orgoglio. Questa tournée rientra nelle attività che contribuiscono a diffondere il nostro marchio nel mondo, ma soprattutto ci permette di entrare in contatto con un continente dove sappiamo essere presente una comunità di tifosi molto appassionata”, ha dichiarato il presidente nerazzurro.
Secondo Marotta, il club deve continuare a puntare al massimo in ogni competizione, mantenendo però un equilibrio tra risultati e gestione finanziaria. “Le aspettative sono quelle di sempre. L’Inter partecipa a ogni competizione con l’obiettivo di ottenere il massimo”, ha spiegato, sottolineando come dietro ogni successo ci siano “passione, fatica, cultura del lavoro e senso di appartenenza”.
Il presidente ha poi parlato del rapporto con la proprietà Oaktree, evidenziando una piena sintonia sulla programmazione futura. “Con la nuova proprietà, che è sempre presente in modo anche silenzioso, abbiamo trovato una piena condivisione di questa visione”, ha affermato Marotta, citando anche i progetti legati alla modernizzazione delle strutture e al nuovo stadio.
Sul tema economico, il dirigente nerazzurro ha rimarcato le difficoltà del calcio italiano rispetto ai principali campionati europei. “Non possiamo pensare di colmare questa distanza con spese folli. La nostra risposta deve essere diversa: creatività, competenza e motivazione”, ha spiegato, ribadendo che il successo non dipende soltanto dagli investimenti più elevati.
Infine, Marotta ha affrontato il tema della perdita delle storiche bandiere nel calcio moderno. “Una volta c’erano i grandi capitani che iniziavano la loro vita calcistica nei settori giovanili del club. E la finivano proprio quando ormai fisicamente non la reggevano più”, ha ricordato. Secondo il presidente dell’Inter, il continuo cambiamento dei giocatori e il peso delle dinamiche economiche hanno reso più difficile costruire legami duraturi tra calciatori e società.
La linea indicata da Marotta è quindi chiara: un’Inter competitiva, ambiziosa e moderna, ma costruita attraverso programmazione, identità e sostenibilità.
