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Sneijder punge Chivu: “Non molto divertente, parlava sempre di calcio”

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Sneijder ha raccontato un retroscena sul rapporto con Cristian Chivu, oggi allenatore dei nerazzurri, alla vigilia del doppio impegno contro Napoli e Real Madrid.

“Parlava sempre di calcio”

Intervistato da La Gazzetta dello Sport, Wesley Sneijder è tornato a parlare di Cristian Chivu, suo compagno all’Inter ai tempi del Triplete. L’ex trequartista ha ricordato con ironia il carattere del rumeno: “Chivu? Non molto divertente: parlava sempre di calcio”. Un dettaglio che, secondo Sneijder, gli fece capire rapidamente quanto fosse concentrato sul pallone.

LE PAROLE DI SNEIJDER

Sente già aria di casa?

“Certo, è casa. Tra l’altro, sono stato due giorni con Materazzi, Cambiasso e Julio Cesar, così anche il mio italiano è subito migliorato. Poi a San Siro ritroverò anche Chivu: all’lnter eravamo in stanza insieme. Lui parlava sempre di calcio o con la moglie: non molto divertente… Ma ho capito che sarebbe diventato un grande tecnico”.

Napoli e poi il suo Real: come si affrontano due big match così ravvicinati?

“Prima del Bernabeu meglio giocare contro una big italiana come il Napoli: nelle due partite bisogna essere tutti al 100% e mandare un messaggio al mondo. Con due buoni risultati, l’Inter dimostrerebbe che può rivincere il campionato e andare fino in fondo in Champions”.

Quanto è forte questa Inter di Chivu rispetto a quella del Triplete?

“Dopo sedici anni non c’è ancora stata una squadra uguale alla nostra: avevamo tutto, veramente tutto! Penso che non ci sia un giocatore di questa Inter che avrebbe potuto giocare nella nostra. Lautaro al posto mio? Non scherziamo… (ride, ndr)”.

Per Dumfries, suo connazionale, martedì sarà speciale: cosa proverà?

“E facile capire la sua scelta, se ti chiama il Real tu rispondi… Ci sono anche altri terzini destri di valore a Madrid e Denzel deve essere ancora più bravo rispetto a quanto è stato finora. Lui, però, ha qualità e sa che cosa significa giocare partite di altissimo livello: questo è merito dell’Inter”.

È rimasto stupito dell’addio di Ausilio?

“Non so perché sia successo. Piero è un bravo dirigente, mi ha aiutato dall’inizio. Potevo sempre chiamarlo e, quindi, per l’Inter da ora sarà un po’strano senza di lui”.

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