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Bastoni: “La Champions è un sogno, non un obiettivo. Dobbiamo tornare coi piedi per terra”
Il difensore nerazzurro ha invitato il gruppo a ritrovare concentrazione, attenzione e senso di responsabilità, evidenziando come molte delle reti incassate siano state provocate da disattenzioni individuali. Bastoni ha affrontato anche il tema delle ambizioni europee, sottolineando la necessità di non vivere nel ricordo delle finali disputate in passato e di concentrarsi sui risultati da conquistare nel presente.
Errori e disattenzioni: l’Inter deve ritrovare concentrazione
Per Bastoni, il problema della formazione nerazzurra non riguarda necessariamente la qualità delle prestazioni, quanto piuttosto gli episodi che hanno compromesso i risultati. L’obiettivo è ripartire da quanto mostrato in campo, eliminando le ingenuità che hanno pesato nelle prime due gare di Champions.
«Che Inter vedremo? A livello di prestazione, vedremo un’Inter abbastanza simile alle prime due partite (di Champions, ndr), togliendo tanti errori che ci sono stati, sia a livello individuale che mentale e di concentrazione. Se si vanno ad analizzare tutti i gol presi, praticamente il 90% sono arrivati da errori nostri. Abbiamo parlato tanto di questo: essendo un fatto ricorrente, è qualcosa che va corretta. Vedremo, dunque, un’Inter più concentrata».
Il confronto interno alla squadra è già avvenuto e ha permesso di individuare alcuni aspetti da correggere. Adesso, però, servirà trasformare le riflessioni in comportamenti concreti durante la partita, evitando che le stesse situazioni si ripetano.
«C’è poca percezione del pericolo»
Tra le questioni affrontate dal difensore c’è quella dell’atteggiamento mentale con cui l’Inter affronta determinate fasi delle partite. Bastoni non ritiene che i giocatori scendano in campo con l’intenzione di sottovalutare gli avversari, ma individua nella capacità di riconoscere i rischi uno degli aspetti da migliorare.
«Cattiveria e superficialità sono parole inflazionate, nessuno va in campo con l’intenzione di sottovalutare la partita, ma sono questi che vanno analizzate. Forse, c’è poca percezione del pericolo e anche lì dobbiamo migliorare».
Il concetto è chiaro: non basta riconoscere gli errori dopo averli commessi, occorre imparare ad anticipare le situazioni potenzialmente pericolose. Una maggiore attenzione collettiva potrebbe permettere ai nerazzurri di evitare regali agli avversari e gestire meglio i momenti più delicati.
Lo Shakhtar non va sottovalutato
La sfida contro la formazione ucraina richiederà un approccio attento. Bastoni ha riconosciuto le qualità tecniche degli avversari, evidenziando la loro capacità di giocare con personalità anche lontano da casa.
«Shakhtar? Si conosce poco, ma hanno grande qualità, sono una squadra tecnica e non hanno paura di esprimere il loro gioco. Dovremo stare attenti e compatti, difendere da squadra. Non esistono più partite facili. Dunque, piuttosto che guardare gli altri, dobbiamo guardare a noi».
Per il difensore, quindi, la preparazione della gara deve concentrarsi soprattutto sulle esigenze dell’Inter. La compattezza del reparto arretrato e l’attenzione di tutti i giocatori saranno fondamentali per limitare le iniziative dello Shakhtar e cercare una vittoria preziosa.
Le finali di Champions sono il passato: «Dobbiamo tornare coi piedi per terra»
Bastoni ha affrontato anche il tema delle ambizioni europee del club, invitando a ridimensionare le aspettative alla luce delle difficoltà incontrate. I risultati ottenuti nelle precedenti stagioni non possono rappresentare una garanzia per il presente: prima di pensare ai traguardi più prestigiosi, bisogna ritrovare continuità.
«Dobbiamo vincere perché altrimenti entrare nelle prime 8 diventa proibitivo. Però dobbiamo tornare alla realtà, dalle finali che abbiamo fatto è passato tempo, alcune partite che recentemente abbiamo fatto devono riportarci coi piedi per terra. La Champions League è un sogno, non un obiettivo. Se poi ci saranno opportunità le coglieremo, ma mi sembrava giusto ridimensionare questa cosa».
Il messaggio del difensore è quello di mantenere un profilo realistico, senza rinunciare alle ambizioni. L’Inter deve prima consolidare la propria posizione nella competizione e dimostrare di poter superare le difficoltà attuali. Soltanto successivamente sarà possibile valutare fin dove potrà spingersi in Europa.
Responsabilità individuali: il problema non è il modulo
Secondo Bastoni, le difficoltà emerse nelle prime partite europee non possono essere ricondotte esclusivamente alle scelte tattiche o agli interpreti schierati in campo. La componente mentale gioca un ruolo decisivo e ciascun calciatore è chiamato a contribuire al miglioramento della squadra.
«Non dipende dal modulo o da chi va in campo, è tutto un aspetto mentale, che può essere superficialità, poca voglia o fattori esterni. Ognuno di noi deve prendersi responsabilità a livello personale, perché se analizziamo le partite vediamo tanti errori individuali. Se riusciamo a migliorare questo aspetto facciamo un bel passo in avanti».
Il difensore richiama così l’intero gruppo a un esame di coscienza. Ridurre gli errori individuali e affrontare ogni situazione con maggiore lucidità potrebbe rappresentare un passaggio fondamentale per ritrovare solidità e risultati anche in campo internazionale.
Il momento personale e il rapporto con i tifosi
In chiusura, Bastoni ha parlato anche delle difficoltà vissute a livello personale e delle reazioni del pubblico negli stadi avversari. Il centrale ha ridimensionato quello che è stato definito un periodo complicato della sua carriera, sottolineando il sostegno ricevuto dall’ambiente nerazzurro.
«Negli altri stadi nessuno mi ha mai fatto applausi, ma il tifo è questo e va bene così. Io non ho avuto nulla da dimostrare, la società e il mister mi sono stati vicino in quello che considerate il mio momento buio, non l’ho vissuto così male. Non è morto nessuno, per me il buio è un’altra cosa. Poi il tempo mette a posto le cose».
Parole che mostrano la volontà del difensore di non lasciarsi condizionare dalle critiche esterne. In vista della sfida contro lo Shakhtar, l’attenzione torna quindi sul campo: l’Inter è chiamata a correggere le proprie disattenzioni, ritrovare compattezza e conquistare una vittoria indispensabile per alimentare le speranze di qualificazione diretta agli ottavi di finale.
