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Chivu alla vigilia di Inter-Napoli: “Vogliamo sempre essere dominanti”

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L’Inter si prepara al primo grande appuntamento della stagione. Sabato 5 settembre, alle ore 18:00, i nerazzurri affronteranno il Napoli a San Siro nella terza giornata di Serie A 2026/27. Una gara che mette di fronte due squadre ambiziose e che rappresenta un test importante per valutare il livello raggiunto dalla formazione di Cristian Chivu dopo le prime due giornate.

Alla vigilia del big match, l’allenatore dell’Inter ha incontrato i giornalisti all’Inter Training Center di Appiano Gentile. Chivu ha parlato dello stato di forma della squadra, della gestione dei tanti giocatori a disposizione, degli obiettivi stagionali e dell’approccio che vuole vedere contro il Napoli.

Fiducia e consapevolezza dopo le prime due giornate

Il tecnico considera positivo l’avvio di campionato, pur sottolineando come la condizione fisica generale debba ancora crescere.

“Fiduciosa, ha lavorato bene. Abbiamo avuto un buon inizio di campionato, abbiamo cercato di mettere in mostra le nostre caratteristiche consapevoli che la condizione non è ancora al massimo, ma strada facendo stiamo recuperando. Sappiamo l’importanza della partita, il Napoli è arrivato secondo e due anni fa ha vinto il campionato: dobbiamo essere all’altezza e onorare al meglio questo tipo di partita”.

La sfida con il Napoli sarà anche l’occasione per verificare la capacità dell’Inter di affrontare una formazione di vertice senza rinunciare ai propri principi. Chivu ha infatti ribadito più volte la necessità di mantenere un atteggiamento propositivo, indipendentemente dall’avversario.

Il saluto a Piero Ausilio

Tra gli argomenti affrontati in conferenza c’è stato anche l’addio di Piero Ausilio, figura con cui Chivu ha condiviso una lunga esperienza all’interno del club nerazzurro.

“Piero per me è un amico prima di un professionista. Con lui ho condiviso tanti anni all’Inter e anche dei trofei che abbiamo vinto, sia da calciatore che da allenatore. Nel calcio di oggi è una delle poche eccezioni per tanti anni in una Società: 28, 14 da Direttore Sportivo. Bisogna ringraziarlo di cuore per tutto quello che fatto in questi anni: ieri l’abbiamo salutato, ci siamo abbracciati ed è stata una giornata emozionante. Deve essere ringraziato per quello che ha rappresentato per questa Società”.

Il tecnico ha poi posto l’accento sulla gestione di una rosa ampia, spiegando quanto sia importante mantenere tutti i calciatori coinvolti durante una stagione lunga e ricca di impegni.

“Questa è una delle caratteristiche che un allenatore deve avere. Pretendo “premurosità” dal gruppo e devo tener presente tutto quello che rappresenta questa parola anche da parte mia. La bravura sta lì, nel cosa fare e cosa dare, su 25 giocatori solo 11 possono essere felici la domenica. Io però credo sempre nell’unità del gruppo e nel livello alto da tenere nel quotidiano, cerco di far loro capire l’importanza dei cinque cambi, l’abbiamo fatto bene l’anno scorso. Chi entra deve pensare a un’opportunità e a un obbligo verso i compagni per quello che portano, la mentalità deve essere questa. Siamo tutti nella stessa barca, non dobbiamo far vedere quando siamo arrabbiati: si va tutti nella stessa direzione, tutti avranno opportunità perché la stagione è lunga e servono energie sempre fresche”.

Il precedente con Allegri e le sconfitte della scorsa stagione

Chivu ha affrontato anche il tema delle due sconfitte subite lo scorso anno contro le squadre allenate da Massimiliano Allegri, ribadendo il rispetto nei confronti dell’esperto tecnico italiano.

“Io ho grande stima e apprezzamento per Allegri e quello che rappresenta per il calcio italiano, anche se qualcuno ogni tanto non lo fa. Ha vinto sei scudetti e fatto due finali di Champions, ha grande esperienza e noi allenatori giovani possiamo solo imparare. Abbiamo accettato quelle due sconfitte, rialzandoci e continuando a pensare all’obiettivo finale: fa male perdere, ma è una maratona e non abbiamo mai perso di vista il grande obiettivo. Dobbiamo fare del nostro meglio, non giocano gli allenatori ma le squadre preparate in una certa maniera. Noi e il Napoli abbiamo l’ambizione giusta per far vedere che vogliamo essere competitivi fino in fondo”.

Per l’allenatore nerazzurro, dunque, il risultato di una singola partita non può modificare la prospettiva generale. La stagione viene considerata come un percorso lungo, nel quale sarà fondamentale reagire agli eventuali momenti negativi.

Una squadra che vuole imporre il proprio gioco

Uno dei concetti più ricorrenti nelle parole di Chivu riguarda la volontà dell’Inter di essere protagonista attraverso il possesso e una pressione offensiva costante. Il tecnico ha riconosciuto alcuni margini di miglioramento nella fase difensiva, ma non intende modificare l’identità della squadra.

“Nel calcio la prevenzione è importante, non penso di aver subito più di tanto abbiamo saputo gestire momenti, c’è da migliorare nel prevenire e avere pensiero negativo che ti permette sempre di agire prima di reagire, possiamo migliorare ma abbiamo grandi difensori che sanno sistemare le cose da soli e sanno quando sbagliano, sanno anche che si può concedere qualcosa per errori o bravura dell’avversario. Noi vogliamo essere dominanti e portare tanti uomini avanti in possesso palla, consapevoli che possiamo sbagliare qualche riaggressione. A volte si esagera a sottolineare errori, però poi si chiede tanto spettacolo e occasioni: il calcio per me è questo e per fortuna è una visione condivisa con i miei giocatori. L’importante è avere energia e coraggio giusto per fare le partite con il sorriso e cercare di essere dominanti adattandoci ai momenti della partita”.

La parola “dominanti” diventa quindi centrale nella filosofia dell’allenatore. L’Inter vuole attaccare, occupare gli spazi con molti uomini e mantenere il controllo della partita, accettando anche qualche rischio inevitabile quando si gioca in maniera aggressiva.

Napoli, uno scontro importante ma non decisivo

Chivu non considera però la sfida con il Napoli come un appuntamento in grado di definire da solo il valore della stagione. Il campionato, secondo l’allenatore, va interpretato nella sua interezza.

“Cos’è uno scontro diretto? Dipende dalla classifica, dalla tradizione o dai risultati? Io penso che sono tanti gli scontri diretti, anche con l’ultima in classifica, un campionato dura 38 partite. Ho imparato dall’anno scorso: dopo tre partite avevamo due sconfitte ma abbiamo vinto. Sì è uno scontro diretto perché lo sono tutti per noi, siamo consapevoli di quello che vogliamo fare e che si può perdere, ma conta come si reagisce. Vogliamo dare continuità alle prime due partite, all’anno passato ma anche a tutti gli standard che abbiamo creato negli ultimi 7 anni. Rispettiamo il nostro avversario, sappiamo che non sarà facile, ma siamo pronti ad affrontare un Napoli che vorrà far vedere il suo valore”.

Il ricordo delle sfide dello scorso campionato è inevitabile, ma Chivu invita a non fare paragoni troppo rigidi tra stagioni differenti.

“L’anno scorso a Napoli abbiamo avuto più stimoli e motivazioni a correggere i nostri errori e debolezze nel gestire l’ingiustizia. Abbiamo fatto un bel primo tempo e ci siamo arrabbiati per qualcosa che pensavamo fosse ingiusto, ma ci ha permesso di crescere, imparando dalla sconfitta. Conta dirsi in faccia ciò che si pensa e reagire: dopo quella sconfitta abbiamo fatto un filotto di 7/8 partite, poi c’è stato il derby e poi un’altra serie di 14/15 risultati utili. Non è giusto far paragoni, cambia l’allenatore, il momento, le ambizioni: noi vogliamo solo essere competitivi e far vedere che la nostra identità è quella giusta, consapevoli di cosa vogliamo fare e mantenere atteggiamento propositivo, anche nell’essere pragmatici”

Nuovi arrivati e gestione della rosa

Spazio anche agli ultimi arrivati dall’Inghilterra e alla loro integrazione nel gruppo. Chivu ha spiegato di non voler pianificare in anticipo le proprie scelte, preferendo mantenere tutti i giocatori coinvolti e pronti a essere utilizzati.

“Non faccio piani, si pensa in una maniera e ci si preoccupa di ciò che non è accaduto nella mia gestione del gruppo in queste due partite. Siete curiosi di Stones e Jones, io altrettanto di Carlos Augusto, di Mkhitaryan e di quelli che sono sempre parte fondamentale del gruppo fin dagli anni passati in ciò che fanno vedere nel quotidiano. Stones e Jones stanno bene, si stanno allenando con noi in queste settimane e li avete visti in campo: faranno vedere ciò che valgono, anche se non penso ce ne sia bisogno. Sappiamo che daranno il loro contributo durante la stagione. Spence è ancora in riatletizzazione per smaltire il suo problema, poi quando sarà pronto lo vedrete”.

La stessa filosofia riguarda le scelte per la formazione contro il Napoli. L’allenatore non ha voluto fornire anticipazioni sull’undici iniziale, sottolineando la necessità di tenere tutti sulla corda fino all’ultimo momento.

“Non lo so, non so mai la formazione. Ho i miei dubbi, ho 25 ragazzi tutti bravi e tutti forti, le scelte le faccio all’ultimo. Non preparo la formazione tre giorni prima, ho metodologia che mi permette di nascondere: tutti si devono sentire importanti, non possono essere esclusi fin dal martedì gli altri. A volte non piace, probabilmente creo un danno a livello mentale anche per i giocatori, ma dopo un anno così continuerò su questa linea. Ho dei nomi certi, ma può cambiare tutto da un giorno all’altro: si vedrà”.

Obiettivo: migliorare senza perdere identità

Guardando alle prime due partite, Chivu ha individuato soprattutto la necessità di continuare a crescere senza snaturare il modo di giocare.

“Cercare di essere dominanti, propositivi, sbagliare e imparare dagli errori, non farsi prendere da frenesia e errori che possono capitare nel pallone. Pensare sempre positivo, tenacia, disciplina e sforzi mentali per domare pensieri negativi, sempre le solite cose. Questa squadra ha margini di miglioramento: io cerco progresso, miglioramenti e ne ho visti tra Monza e Cagliari. Pretendo sempre di più, so che i giocatori sanno quanto vale la partita, pretendo la miglior versione che avranno domani”.

Anche la nuova gestione del tempo effettivo viene vista positivamente dall’allenatore, che sottolinea come l’Inter sia già abituata a lavorare su ritmi elevati.

“La nostra squadra si è sempre allenata per mantenere intensità alta e non subire pause, pensare di giocare e rimettere pallone in gioco in fretta, non pensare al miracolo ma a ciò che possiamo controllare. A me piace, ma penso a tutti perché se il tempo aumenta di 5′ non è poco, bisogna continuare a questo livello ,le regole sono fatte per questo. Si vedono miglioramenti da una giornata all’altra, siamo tutti contenti perché si dà ritmo e intensità al calcio”.

Pavard, il ruolo di Chivu e le aspettative su Pio Esposito

Tra i temi conclusivi della conferenza c’è anche Benjamin Pavard, tornato a disposizione dopo l’esperienza al Marsiglia.

“Io di Benji posso parlare di quello che ho vissuto con lui, di ciò che è successo altrove non posso parlare. Ora è tornato un giocatore che si è messo a disposizione del gruppo, ha fatto preparazione importante, ha fatto vedere qualità e ha voglia di stare qui e dare il suo contributo alle nostre ambizioni”.

Chivu ha poi commentato il riconoscimento ottenuto da Cesc Fabregas, spiegando di non essere particolarmente interessato ai premi individuali. Per il tecnico, il successo collettivo resta prioritario rispetto a qualsiasi riconoscimento personale.

“Mi congratulo con Cesc Fabegas per il premio AIC: è un grande allenatore e ha dimostrato il suo valore, ha grande livello di competitività e sappiamo tutto il lavoro di questi anni con il Como. Io ho anomalie caratteriali che non mi fanno mai pensare al mio ego, la mia premura è per i giocatori, vederli felici a fine stagione e sul palco l’altra sera mi ha riempito d’orgoglio, lavoro per loro e non per me. Non baratto mai un titolo individuale per un trofeo, soprattutto lo Scudetto”.

Infine, una battuta sulle prospettive di Pio Esposito. Chivu si aspetta una crescita ulteriore dall’attaccante, forte dell’esperienza maturata nella precedente stagione.

“Non è Pio dell’anno scorso, ma un altro: spero sia meglio Pio ha un anno alle spalle con noi, un anno in cui ha fatto molto. Non so se sia stato abbastanza, ma ha fatto e ha dato il suo contributo. Auguro a lui e a tutti gli altri tre attaccanti di far vedere chi sono e che capiscano quanto sono importanti per il nostro gioco. Da loro mi aspetto solo i miglioramenti che possono fare”.

Il messaggio lanciato da Chivu alla vigilia della sfida con il Napoli è dunque chiaro: l’Inter vuole affrontare il primo big match della stagione con personalità, coraggio e continuità rispetto al proprio percorso. Il risultato sarà importante, ma ancora più importante sarà la capacità della squadra di confermare sul campo l’identità costruita dal tecnico.

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