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D’Ambrosio difende Chivu: “L’Inter non fa la comparsa in Europa”

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Fiducia in Cristian Chivu, consapevolezza della forza del gruppo e nessuna intenzione di ridimensionare gli obiettivi europei. Danilo D’Ambrosio, ex difensore dell’Inter e protagonista di nove stagioni in maglia nerazzurra dal 2014 al 2023, analizza il momento della squadra e invita a non perdere di vista il valore della rosa e il percorso di crescita intrapreso.

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, l’ex nerazzurro ha ripercorso alcuni momenti significativi della propria esperienza a Milano, soffermandosi sulla sfida contro lo Shakhtar Donetsk, sul lavoro del nuovo allenatore e sulle qualità dei giocatori più rappresentativi. Nel suo intervento non manca un messaggio chiaro: l’Inter deve continuare a puntare in alto, anche nei momenti più complicati.

Inter-Shakhtar, il ricordo della semifinale di Europa League

Il nome dello Shakhtar Donetsk riporta D’Ambrosio a una delle serate più importanti della sua carriera. Il riferimento è alla semifinale di Europa League del 2020, quando l’Inter si impose con un netto 5-0 grazie alle doppiette di Lautaro Martinez e Romelu Lukaku e alla rete dello stesso difensore.

«Semifinale di Europa League 2020: Inter-Shakhtar 5-0, doppiette di Lautaro e Lukaku, più un gol mio, il più importante della carriera. Ricordo l’adrenalina e la stranezza di quelle partite a porte chiuse. In quei giorni eravamo sempre insieme: ci siamo uniti e abbiamo messo le basi per il futuro. Giocare semifinali e finali, anche senza vincere, ti dà autostima, l’Inter così forte in Europa vista negli ultimi anni è nata allora».

Secondo l’ex nerazzurro, proprio quelle esperienze hanno contribuito a costruire la mentalità europea della squadra, abituandola a confrontarsi con appuntamenti di altissimo livello. Un patrimonio che, a suo giudizio, deve continuare a rappresentare un punto di forza anche nella nuova stagione.

Chivu convince D’Ambrosio: «Parla da vincente»

Tra i temi centrali dell’intervista c’è Cristian Chivu, chiamato a guidare l’Inter in una fase importante del suo percorso. D’Ambrosio conosce l’allenatore anche per il lavoro svolto nel settore giovanile nerazzurro e ne apprezza soprattutto la preparazione, la capacità di comunicare e la personalità.

«La mentalità del gruppo, sempre la stessa nonostante i tecnici cambiati. Questa squadra sa che niente è scontato in Europa e lo capimmo anche noi l’anno dopo, quando lo Shakhtar ci eliminò dalla Champions: oggi come allora, gli ucraini sono organizzatissimi e con tanti brasiliani di qualità. Bisogna stare attenti, ma Chivu è molto preparato e meticoloso».

Un giudizio positivo che viene rafforzato dalla conoscenza diretta del tecnico e dal suo percorso alla guida delle formazioni giovanili.

«Non siamo stati compagni per poco, ma l’ho visto lavorare alla Primavera. Allenare i ragazzi gli è servito a sviluppare dialogo e apertura. E poi mi piace la sua comunicazione: parla da vincente, ha personalità. Anche i campioni lo percepiscono».

Per D’Ambrosio, dunque, Chivu possiede le caratteristiche necessarie per trasmettere convinzione alla squadra e affrontare le pressioni che accompagnano una società con le ambizioni dell’Inter.

Inter, il gioco aggressivo di Chivu e la ricerca dell’equilibrio

Il nuovo corso nerazzurro è caratterizzato da un atteggiamento propositivo e aggressivo, con una squadra spesso pronta ad accettare situazioni di uno contro uno in fase difensiva. Una scelta che può offrire vantaggi nella costruzione del gioco, ma che comporta anche dei rischi quando gli avversari riescono a superare la prima pressione.

D’Ambrosio non considera questo aspetto un limite insuperabile e si mostra convinto che allenatore e giocatori sapranno trovare la soluzione.

«La strada per l’equilibrio la troveranno allenatore e giocatori insieme: i difensori di questa squadra sono fortissimi e per questo accettano l’uno contro uno. Si divertono, anche se a volte devi rincorrere. All’Inter si cerca sempre ciò che non va, ma resta un riferimento per il nostro calcio e troverà la via anche in Europa».

Bastoni e Barella, la difesa dell’ex nerazzurro

Nel corso dell’intervista, D’Ambrosio ha dedicato parole importanti anche ad Alessandro Bastoni e Nicolò Barella, due giocatori che rappresentano punti di riferimento per l’Inter e per la Nazionale italiana.

Sul difensore, finito al centro delle critiche nelle ultime settimane, l’ex compagno sottolinea soprattutto la capacità di reagire alle difficoltà e di ritrovare fiducia nei propri mezzi.

«Ale è stato criticato, anche ingiustamente. La sua forza è stata rialzarsi e credere nel proprio valore: tanti altri sarebbero caduti. È un patrimonio dell’Inter e della Nazionale, nessuno dovrebbe dimenticarlo».

D’Ambrosio ha poi allargato il discorso a Barella, evidenziando come il centrocampista debba spesso fare i conti con giudizi severi anche dopo un singolo errore. Per l’ex difensore, tuttavia, il valore del giocatore va misurato soprattutto attraverso la leadership e l’impegno quotidiano.

«Anche Barella riceve troppi attacchi al primo errore, ma ha capito di essere un leader. Dà l’esempio con i fatti. Per la maglia, i compagni e l’Inter dà l’anima».

Inter, l’attacco senza Lautaro: fiducia in Thuram, Pio Esposito e Bonny

Un altro argomento affrontato riguarda le alternative offensive a disposizione di Chivu. L’eventuale assenza di Lautaro Martinez rappresenta inevitabilmente un fattore da considerare, vista l’importanza dell’argentino nella manovra e nella personalità della squadra.

D’Ambrosio, però, invita a guardare oltre il capitano e a riconoscere il valore delle altre soluzioni presenti in rosa.

«Lautaro pesa perché trascina, ma gli altri sono forti. Pio e Thuram li conosciamo, ma guardate anche Bonny: a Bologna ha spaccato la partita. È vero che all’Inter non esistono riserve».

Champions League, D’Ambrosio crede nell’Inter: «Ho fiducia totale in questi ragazzi»

Il passaggio più significativo dell’intervista riguarda le ambizioni europee del club. L’Inter punta a raggiungere direttamente gli ottavi di finale di Champions League, ma le difficoltà incontrate nella fase iniziale hanno alimentato dubbi e critiche.

Per D’Ambrosio, tuttavia, le aspettative esterne non devono condizionare il rendimento della squadra. Ciò che conta è mantenere la mentalità di una grande società e continuare a lottare anche quando i risultati non arrivano.

«Esistono le aspettative che ti danno gli altri e quelle che ti dai tu: le prime interessano poco. L’Inter non fa, comunque, la comparsa, ha le ambizioni di una big. Fallisci solo se queste aspettative le abbassi per paura o se non lotti. L’Inter, invece, impara dalle difficoltà. Adesso viene criticata in Europa, ma ho fiducia totale in questi ragazzi».

Il nuovo ruolo di D’Ambrosio: al lavoro con i giovani dell’Inter

Oggi D’Ambrosio continua a essere legato ai colori nerazzurri, ma da una prospettiva diversa. Dopo aver vestito la maglia dell’Inter per nove stagioni, l’ex difensore è impegnato nel settore giovanile, dove mette la propria esperienza a disposizione dei calciatori in crescita.

«Lavoro nel settore giovanile, seguo ragazzi fino alla Primavera assieme all’area ‘educational’. Ci sono professionisti per ogni materia, io porto la mia esperienza e i valori dell’Inter: non sarò stato un fenomeno, ma un bravo compagno sempre».

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