News
Inter, attenzione allo Shakhtar: l’attacco di Turan fa paura, ma Chivu può sfruttarne le debolezze
Dopo il pareggio per 1-1 sul campo del PSV, la formazione ucraina ha superato l’AEK Atene con il risultato di 3-1, dimostrando di possedere qualità tecniche e risorse offensive importanti. Anche in campionato il rendimento è significativo: otto vittorie nelle prime nove partite, venti gol realizzati e soltanto cinque subiti. Numeri che hanno permesso agli uomini di Arda Turan di portarsi al comando della classifica nazionale.
L’Inter, reduce dal successo in trasferta contro il Bologna, dovrà quindi affrontare un avversario in fiducia, capace di creare problemi attraverso il possesso palla e le accelerazioni dei propri esterni. Allo stesso tempo, però, lo Shakhtar presenta alcuni punti deboli che Chivu potrebbe cercare di sfruttare per indirizzare la partita.
Il 4-3-3 di Arda Turan: costruzione dal basso e tanta qualità
Dal suo arrivo sulla panchina del club nel maggio 2025, Arda Turan ha sviluppato un sistema di gioco dinamico, che parte prevalentemente dal 4-3-3 ma può modificarsi in base alle necessità della gara, trasformandosi in un 4-2-3-1 o in un 4-1-4-1.
La filosofia dell’allenatore punta sulla costruzione dal basso, sulla gestione del pallone e sulla capacità di superare le linee avversarie attraverso passaggi rapidi e iniziative individuali. La rosa, con un’età media intorno ai 24 anni e una significativa presenza di calciatori brasiliani, dispone di giocatori tecnici, agili e abili negli spazi stretti.
Un ruolo centrale è affidato al centrocampo, dove le mezzali partecipano attivamente alla fase offensiva, avanzando rapidamente per creare superiorità numerica nella zona centrale. Una volta sviluppata la manovra sulle corsie laterali, gli esterni possono puntare il diretto avversario oppure combinare con i terzini, spesso pronti ad accompagnare l’azione.
Questa varietà di soluzioni rende lo Shakhtar difficile da leggere e permette alla squadra di arrivare al tiro attraverso iniziative differenti. Per la difesa interista sarà fondamentale mantenere le distanze tra i reparti e non concedere troppa libertà agli attaccanti ucraini nell’uno contro uno.
Il punto debole: gli spazi lasciati quando salta il pressing
Se la fase offensiva rappresenta uno dei principali punti di forza della formazione di Turan, la gestione delle transizioni difensive può invece diventare un problema. La volontà di portare numerosi giocatori nella metà campo avversaria, infatti, espone lo Shakhtar al rischio di lasciare spazi importanti quando perde il possesso.
Quando la prima pressione viene superata, il centrocampo può trovarsi scoperto e la linea difensiva è costretta ad arretrare rapidamente. In queste situazioni possono aprirsi corridoi tra difesa e centrocampo, oppure zone libere alle spalle dei terzini, spesso coinvolti nella costruzione offensiva.
Un esempio è arrivato nella sfida contro il PSV: all’inizio della ripresa, gli olandesi hanno trovato il pareggio al 48’ sfruttando un cross basso dalla sinistra e l’inserimento centrale di Sergiño Dest. L’episodio ha evidenziato le difficoltà dello Shakhtar nel riassestarsi immediatamente dopo aver perso il controllo dell’azione.
È proprio in queste circostanze che l’Inter potrebbe trovare opportunità interessanti. Recuperare il pallone e verticalizzare rapidamente, attaccando gli spazi prima che gli avversari riescano a ricompattarsi, potrebbe rivelarsi una delle strategie più efficaci per mettere in difficoltà la squadra ucraina.
I numeri europei raccontano una squadra diversa
Il rendimento dello Shakhtar in campionato è particolarmente convincente anche dal punto di vista statistico. Nelle gare della competizione nazionale, la squadra mantiene mediamente il 65% di possesso palla, produce circa 1,98 expected goals a partita e tenta approssimativamente tredici conclusioni.
In Champions League, invece, questi valori risultano più contenuti. Nelle prime due partite europee il possesso medio è sceso al 50%, mentre gli expected goals si sono attestati intorno a 0,94 e le conclusioni nello specchio della porta sono diminuite rispetto al rendimento nazionale.
La differenza suggerisce che contro avversari di livello superiore lo Shakhtar possa incontrare maggiori difficoltà nel controllare il gioco e nel creare occasioni con la stessa continuità. L’Inter dovrà sfruttare questa circostanza senza rinunciare alla prudenza, perché la qualità individuale degli ucraini resta un fattore da non sottovalutare.
Mendoza, Alisson e Pedrinho: i giocatori da tenere d’occhio
Tra i principali pericoli offensivi spicca Mendoza, esterno che parte dalla sinistra e ama puntare il difensore per rientrare sul piede preferito e cercare la conclusione verso il secondo palo. Le sue reti contro PSV e AEK hanno mostrato quanto possa essere incisivo quando riesce a trovare spazio per accentrarsi.
Sull’altra fascia agisce Alisson Santana, giocatore rapido e abile nell’attaccare la profondità. Contro la formazione greca si è reso protagonista di diverse iniziative, procurandosi il rigore del pareggio e contribuendo all’azione che ha portato al gol di Vinícius Tobias, terzino particolarmente propenso ad accompagnare la manovra offensiva.
In mezzo al campo, Pedrinho è uno degli elementi più importanti per la gestione del pallone. La sua visione di gioco e la precisione nei passaggi gli consentono di dare ordine alla manovra e di assumersi responsabilità nei momenti decisivi. Davanti, invece, il riferimento centrale è Kauã Elias, attaccante brasiliano classe 2006, capace di attaccare gli spazi e di favorire gli inserimenti dei compagni.
Da non trascurare anche Marlon Gomes, dinamico nella zona centrale, e Oleh Ocheretko, più propenso ad accompagnare le azioni offensive. Tra i pali, Dmytro Riznyk ha già dimostrato di poter essere decisivo, con interventi importanti nella partita contro l’AEK.
La strategia dell’Inter: pressione, verticalità e attacchi rapidi
Per Chivu, la chiave potrebbe essere trovare il giusto equilibrio tra aggressività e attenzione difensiva. L’Inter dovrà impedire allo Shakhtar di sviluppare agevolmente la propria costruzione, cercando di disturbare i primi passaggi senza concedere agli esterni ucraini la possibilità di ripartire negli spazi.
Una volta recuperato il pallone, i nerazzurri potranno provare a sfruttare la posizione avanzata dei terzini avversari, attaccando rapidamente le corsie e gli spazi centrali lasciati liberi dalle mezzali. Sarà inoltre importante limitare le situazioni di uno contro uno, nelle quali Mendoza e Alisson possono fare la differenza grazie alla velocità e alla tecnica.
Lo Shakhtar arriva dunque a San Siro con numeri incoraggianti, un’identità offensiva ben definita e la fiducia derivante dai risultati ottenuti. Tuttavia, la squadra di Turan non è priva di fragilità, soprattutto quando perde palla e deve riorganizzarsi in tempi brevi.
Per l’Inter, ancora a caccia dei primi punti europei, la sfida rappresenta un’occasione importante. La capacità di riconoscere e sfruttare le debolezze degli avversari potrebbe rivelarsi decisiva per conquistare un risultato positivo nella terza giornata della Champions League.
