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Inchiesta su San Siro, Sala difende il Comune: “Dialogo necessario con Milan e Inter”
L’indagine giudiziaria sulla vendita dello storico Stadio San Siro continua a far discutere e nelle ultime ore è arrivata la posizione ufficiale del sindaco di Milano, Giuseppe Sala. Il primo cittadino ha diffuso una nota per chiarire la posizione dell’amministrazione comunale dopo le perquisizioni effettuate nell’ambito dell’inchiesta che riguarda la cessione dell’impianto ai club calcistici della città.
Sala ha spiegato che, al momento, il Comune dispone di poche informazioni oltre a quelle emerse attraverso i mezzi di comunicazione. Tuttavia ha voluto sottolineare un aspetto che considera particolarmente rilevante: dalle notizie disponibili non emergerebbero ipotesi di corruzione. Un elemento che, secondo il sindaco, rappresenta un punto importante nel contesto dell’indagine.
Il sindaco ha inoltre ribadito che i contatti tra l’amministrazione pubblica e i club coinvolti, ovvero Milan e Inter, rientrano in procedure considerate normali. Le interlocuzioni preliminari, ha spiegato, sono previste sia dalla normativa sugli stadi sia dai meccanismi di partenariato tra pubblico e privato, e dunque fanno parte di un iter amministrativo ordinario quando si affrontano progetti infrastrutturali di questa portata.
Nel frattempo la Guardia di Finanza ha eseguito diverse perquisizioni negli uffici del Comune e nelle sedi collegate alla società di gestione dello stadio, oltre che nelle abitazioni di alcuni ex amministratori e dirigenti coinvolti nella vicenda. L’inchiesta è coordinata dalla Procura di Milano e riguarda presunte irregolarità nella procedura di vendita dell’impianto.
Tra le ipotesi di reato al vaglio degli investigatori figurano la turbativa d’asta e la rivelazione di segreti d’ufficio. Gli accertamenti puntano a verificare se la cessione dello stadio – operazione che ha portato al Comune circa 197 milioni di euro – possa aver favorito interessi privati rispetto a quelli pubblici.
Nel suo intervento, Sala ha comunque difeso l’operato degli uffici comunali, sottolineando che tutte le decisioni sarebbero state prese con l’obiettivo di tutelare la città. Il rischio che si voleva evitare, ha spiegato, era quello di un possibile trasferimento di Milan e Inter fuori da Milano, scenario che avrebbe avuto conseguenze importanti sia dal punto di vista sportivo sia economico per il territorio.
