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Inter, Chivu dopo il 5-3 all’Udinese: “Certo che sono preoccupato da allenatore”

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Una vittoria per 5-3 che lascia soddisfazione per la reazione, ma anche diversi aspetti su cui riflettere. Cristian Chivu non nasconde le proprie perplessità dopo la sfida dell’Inter contro l’Udinese.

I nerazzurri hanno avuto bisogno di una grande rimonta dopo un avvio complicato, riuscendo poi a ribaltare completamente l’incontro e a portare a casa tre punti pesanti.

Il tecnico, intervenuto ai microfoni di Sky Sport al termine della gara, ha sottolineato soprattutto l’approccio iniziale della propria squadra, ritenuto troppo superficiale. La prestazione ha però mostrato anche la capacità dell’Inter di reagire nei momenti più delicati.

“Abbiamo fatto quello che sappiamo fare, abbiamo una rosa che ci permette di fare determinate cose, con un’identità. A parte i primi 25 minuti, dove abbiamo messo poca energia e i nostri avversari sono stati bravi a sfruttare la nostra leggerezza, siamo stati in gara. Abbiamo reagito tirando fuori l’orgoglio, mi fa piacere, ma deve funzionare anche cosa non ha funzionato e cosa** non sono riuscito a trasmettere in questa settimana.** Un po’ mi aspettavo qualcosa del genere, la Champions ti toglie tante energie”.

Chivu ammette: “Se non dico che sono preoccupato non sono un allenatore”

Nonostante la rimonta, Chivu mantiene un atteggiamento particolarmente lucido. Il tecnico sa che una squadra ambiziosa non può permettersi di ripetere determinati cali di concentrazione, soprattutto considerando il ritmo imposto dalla stagione e gli impegni ravvicinati.

“Se non dico che sono preoccupato non sono un allenatore. Il calcio oggi è così, ci hanno affrontato a viso aperto, qualche rischio ce lo prendiamo perché siamo costretti a giocare così, portiamo tanti uomini in fase di possesso, facciamo qualche rotazione in più, mi fa piacere vedere una riaggressione fatta bene sul 2-2, ci abbiamo lavorato in estate. Non siamo perfetti e non vogliamo nemmeno esserlo, dobbiamo continuare a lavorare, la stagione è lunga e, grazie a Dio, dobbiamo migliorare”.

La gestione della rosa resta una priorità

Un altro tema affrontato dall’allenatore riguarda le scelte e la gestione di un organico ricco di alternative. Chivu ha evidenziato la soddisfazione per il coinvolgimento di diversi giocatori, ma anche la difficoltà nel trovare il giusto equilibrio tra minutaggio, condizione fisica e rendimento.

“Un anno fa questa partita la perdemmo, ora però è un’altra stagione, abbiamo 6 punti in più, vogliamo aggiungere determinate cose, coinvolgere tutti, ho visto Mkhitaryan in campo dal 1′, Bonny felice, Stankovic contento di avere minuti. Sono preoccupato di quello che non ho dato a Sucic, Bisseck, ma ho una rosa importante che mi mette in difficoltà. Sono preoccupato di scegliere bene senza perdere equilibri e qualità”.

Verso la Roma: identità e continuità

Adesso per l’Inter arriva un altro appuntamento di grande importanza contro la Roma. Chivu non cerca alibi e sa che la squadra dovrà crescere rapidamente, soprattutto nella gestione dei momenti di difficoltà.

“Ancora non ho visto una squadra perfetta in tutta la mia vita,** cercheremo di fare meglio, di mantenere la nostra identità perché siamo costretti. Abbiamo una motivazione tale, dei valori che ci fanno fare questo, a volte paghiamo di più e altre volte meno. Siamo consapevoli che potremo andare in difficoltà anche in futuro, trovare equilibrio nel fare determinate cose è fondamentale. Siamo all’inizio, qualcuno non ha fatto una preparazione ottima, stiamo cercando di rimetterli in condizione. Ovvio che sarà importante prima della sosta, non posso dire che si lavorerà perché ci sono le nazionali e avrò tre giocatori ma si va avanti così, è lo status e l’abitudine del gruppo”.

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