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Inter, come cambia la squadra senza Lautaro Martinez? I precedenti
L’assenza del capitano rappresenta senza dubbio una perdita importante, ma non necessariamente un ostacolo insuperabile. La rosa offre infatti diverse alternative offensive, da Marcus Thuram a Francesco Pio Esposito e Ange-Yoan Bonny, chiamati ad aumentare il proprio contributo in termini di minuti, gol e partecipazione alla manovra.
Un precedente incoraggiante arriva dalla sfida di San Siro contro l’Udinese, disputata a settembre. In quell’occasione Lautaro era rimasto a riposo per scelta tecnica, ma l’Inter aveva comunque realizzato cinque reti, con cinque marcatori differenti: Carlos Augusto, Nicolò Barella, Thuram, Esposito e Bonny. Una dimostrazione della capacità della squadra di distribuire le responsabilità offensive anche senza il proprio riferimento principale.
I numeri della scorsa stagione: otto vittorie in 14 partite
Per capire cosa possa accadere nelle prossime settimane, è utile analizzare i precedenti della stagione passata. Lautaro Martinez aveva saltato complessivamente 14 incontri tra tutte le competizioni a causa di diversi problemi fisici. Il bilancio dell’Inter in quelle occasioni era stato di otto vittorie, quattro pareggi e due sconfitte.
I numeri raccontano quindi un rendimento complessivamente positivo. In assenza dell’argentino, i nerazzurri erano riusciti a imporsi in diverse competizioni, ottenendo successi contro Ajax e Borussia Dortmund in Champions League, Venezia e Como in Coppa Italia, oltre a Lecce, Genoa, Como e Cagliari in campionato.
Anche la produzione offensiva aveva offerto indicazioni interessanti: nelle otto partite vinte senza il capitano, l’Inter aveva segnato complessivamente 23 gol, avvicinandosi a una media di tre reti per incontro. Un dato che evidenzia come la squadra disponga di risorse sufficienti per continuare a creare occasioni e trovare la via della rete anche senza il suo attaccante più rappresentativo.
Le sconfitte più pesanti e il valore del leader
Il bilancio, tuttavia, comprende anche due passi falsi difficili da dimenticare. Il primo è arrivato nel ritorno del playoff di Champions League contro il Bodo/Glimt, dopo che Lautaro aveva accusato un infortunio nella gara d’andata. Il secondo è stato il derby di campionato contro il Milan, deciso dalla rete di Estupinan a inizio marzo.
A questi risultati si aggiungono quattro pareggi: quelli in Serie A contro Atalanta, Fiorentina e Torino e lo 0-0 contro il Como nella semifinale d’andata di Coppa Italia. In quest’ultimo caso, l’Inter era poi riuscita a conquistare la finale grazie al risultato ottenuto nella gara di ritorno a San Siro.
L’Inter può farne a meno, ma Lautaro resta decisivo
I precedenti suggeriscono che l’Inter possieda gli strumenti per affrontare anche un periodo senza Lautaro. La capacità di mandare in gol più giocatori e la profondità del reparto offensivo possono aiutare Chivu a mantenere competitiva la squadra.
Esiste però una differenza tra gestire le partite ordinarie e affrontare gli appuntamenti più delicati. Proprio nelle sfide ad alta tensione emerge il peso specifico del capitano: non soltanto per le reti segnate, ma anche per la leadership, il temperamento e la capacità di trascinare i compagni nei momenti difficili.
La sfida per Chivu sarà dunque duplice: valorizzare le alternative disponibili e impedire che l’assenza dell’argentino diventi un limite sul piano mentale. I numeri del passato offrono motivi per essere fiduciosi, ma le prossime settimane diranno quanto l’Inter riuscirà a mantenere il proprio livello senza uno dei suoi giocatori più importanti.
