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Inter, Chivu suona la carica: “È crollato il castello”
Alla vigilia della partita, Cristian Chivu è intervenuto in conferenza stampa per analizzare il momento della squadra, soffermandosi sulle difficoltà emerse in Europa, sulla necessità di ritrovare compattezza e sulle condizioni degli attaccanti. Tra gli argomenti affrontati anche l’assenza di Lautaro Martinez, il rendimento di Bonny e la fiducia nei confronti di Provedel.
Le condizioni della squadra e l’assenza di Lautaro
Chivu ha spiegato che il gruppo ha avuto poco tempo per recuperare dopo l’impegno europeo, ma che la preparazione alla gara contro il Bologna è proseguita regolarmente.
“E’ un’altra competizione rispetto alla Champions League, giochiamo dopo quattro giorni. La squadra ha avuto due giorni per recuperare, oggi abbiamo fatto un buon allenamento tutti insieme. Abbiamo il problema di Lautaro Martinez, scoperto dopo la partita. Starà fuori”.
L’allenatore ha poi chiarito che il capitano nerazzurro dovrebbe tornare a disposizione soltanto dopo la pausa per le nazionali.
“Non sono un medico, mi è stato detto che i tempi sono quelli: per il suo rientro si parla dopo la sosta”.
Un’assenza importante per l’attacco interista, che dovrà trovare nuove soluzioni per affrontare il prossimo impegno di campionato.
La sconfitta contro il Club Brugge: “È crollato il castello”
Uno dei temi centrali della conferenza è stato inevitabilmente il passo falso in Champions League. Chivu ha riconosciuto le difficoltà mostrate dalla squadra nella parte finale della gara, invitando però a non dimenticare quanto di buono era stato costruito in precedenza.
“Accettiamo le nostre responsabilità. Negli ultimi 30′ con il Club Brugge qualcosa non ha funzionato, ma non dobbiamo perdere di vista le cose buone fatte in un’ora di gioco fino al 2-1. Abbiamo creato tanto, entrando nel secondo tempo con il piglio giusto creando due grandi occasioni. Poi è crollato il castello dopo il secondo goal. Dobbiamo analizzare due partite in una. Dobbiamo reagire e trovare energie il prima possibile: non dobbiamo piangerci addosso, ma reagire”.
Il tecnico ha quindi ribadito la necessità di analizzare gli errori senza trasformare la sconfitta in una crisi.
“Non dobbiamo fare drammi, anche se fa male viste le aspettative alte. Potevamo vincere, e lo dico con rispetto dell’avversario. Sono stati organizzati, ci hanno messo in difficoltà quando dal punto di vista mentale siamo calati. Abbiamo perso le certezze e fatto confusione. Abbiamo reagito di pancia e di orgoglio anziché mantenere quell’organizzazione che avevamo preparato. Ci sta perché anche noi siamo consapevoli della nostra forza. La prendiamo come un episodio, non bisogna fare drammi anche se questa sconfitta crea tanto rumore”.
Solidità difensiva, Chivu si assume le responsabilità
Per l’allenatore, la ripartenza dell’Inter deve passare soprattutto dalla capacità di ritrovare un’identità condivisa. Il lavoro non riguarda soltanto il reparto arretrato, ma coinvolge tutti i giocatori chiamati a partecipare alle due fasi di gioco.
“Che switch fare? Deve partire da me, sono io il primo responsabile. Dobbiamo trovare il pensiero comune prendendoci tutte le responsabilità. Il gruppo è composto da giocatori meravigliosi, dobbiamo solo trovare unità: dobbiamo riconnetterci ai momenti della partita senza farci abbattere dalle avversità”.
Chivu ha inoltre spiegato che non intende rinunciare ai principi di gioco della squadra, pur riconoscendo la necessità di migliorare alcuni aspetti.
“Noi manteniamo certi principi. Dobbiamo avere un pensiero comune, riconnetterci. Dobbiamo crescere e maturare nella fase difensiva: tutti gli undici giocatori devono essere sulla stessa lunghezza d’onda”.
Il tecnico ha poi approfondito il tema della pressione sugli avversari, sottolineando l’importanza delle distanze e della comunicazione tra i reparti.
“Mi prendo la responsabilità dell’organizzazione della squadra, devo dare più certezze. In campo posso controllare poco, posso essere più incisivo nel dire come fare le cose. Non posso stravolgere troppo, dobbiamo trovare le motivazioni giuste. Bisogna migliorare i dettagli, non è tutto da buttare quello che abbiamo fatto martedì. Con le distanze giuste, abbiamo costretto l’avversario a regalarci la palla. Il problema è quando abbiamo sbagliato a fare le pressioni, la responsabilità è mia sotto questo punto di vista. Dall’altra parte devo tenermi l’entusiasmo e la voglia di andare avanti per recuperare il pallone. Sarebbe più facile togliere il pressing. Dobbiamo migliorare l’unità e anche la comunicazione di ciò che si fa in campo. Nel calcio, in generale, se si va piano non si va lontano”.
Bonny chiamato a dare il suo contributo in attacco
Con Lautaro Martinez indisponibile, cresce l’attenzione sulle alternative offensive a disposizione di Chivu. Tra queste c’è Bonny, che ha convinto il tecnico per l’impatto avuto nelle prime uscite stagionali.
“Mi ha impressionato in questo avvio di stagione, e lo ha dimostrato sempre quando è entrato. Abbiamo un grande attaccante a disposizione, sappiamo quanto vale. Sa che arriverà il suo momento per giocare dall’inizio, intanto siamo stracontenti di quello che fa per la squadra nei finali di partita. Siamo molto contenti di ciò che sta facendo”.
Chivu ha quindi manifestato soddisfazione per il contributo dell’attaccante, lasciando aperta la possibilità di un impiego più consistente nel corso della stagione.
L’assenza del capitano, intanto, non dovrà diventare un peso eccessivo per gli altri componenti della rosa. Il messaggio dell’allenatore è chiaro: le responsabilità devono essere condivise.
“Non dobbiamo chiedere gli straordinari agli altri, ma fare quello che abbiamo sempre fatto con e senza Lautaro: ognuno deve mostrare leadership e migliorare le nostre ambizioni”.
Chivu conferma la stima per Provedel
Nel corso della conferenza stampa è stato affrontato anche il tema dei portieri, con una domanda sulla possibilità di proseguire con Pepo Martinez tra i pali.
Chivu ha colto l’occasione per esprimere pubblicamente la propria considerazione nei confronti di Provedel, sottolineando la fiducia riposta nel giocatore.
“Provedel ha la mia considerazione e la mia stima, lo reputo un portiere che ci darà una mano importante”.
Parole che testimoniano la fiducia dell’allenatore nei confronti dell’estremo difensore, considerato una risorsa importante per il gruppo.
Attenzione al Bologna: intensità e duelli possono fare la differenza
Infine, Chivu ha analizzato le caratteristiche dell’avversario, soffermandosi sull’organizzazione e sulla capacità del Bologna di giocare con ritmo e verticalità.
“È lì da un mese, ha cambiato modulo, ha dato un’identità alla squadra nella verticalità e nell’intensità, una caratteristica che c’era già con Italiano. E’ una squadra organizzata, che ha corsa e gamba. Se non vinci i duelli, puoi andare in difficoltà”.
