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Inter, così nasce la macchina da gol di Chivu: baricentro alto e tante soluzioni offensive
L’Inter di Cristian Chivu ha iniziato la stagione imponendosi come una delle squadre più produttive della Serie A.
Il dato più evidente riguarda i gol: i nerazzurri hanno realizzato 13 reti, risultando finora il miglior attacco del campionato. Un rendimento che si inserisce nella continuità di quanto prodotto nella passata stagione, chiusa con 119 gol complessivi in 54 partite, 89 dei quali in Serie A.
Non ci sono però soltanto le reti a raccontare la vocazione offensiva dell’Inter. La squadra è prima anche per tiri nello specchio, con 93 conclusioni, e costruisce la propria pericolosità attraverso un sistema capace di cambiare pelle durante la partita.
Baricentro alto e costruzione variabile
Uno degli elementi distintivi del calcio proposto da Chivu è il posizionamento molto avanzato della squadra. L’Inter tende a portare il palleggio oltre la metà campo, occupando stabilmente la zona offensiva e coinvolgendo soprattutto gli esterni.
La costruzione può svilupparsi con due o tre uomini arretrati, mentre davanti vengono schierati diversi giocatori pronti ad attaccare gli spazi. Contro l’Udinese, nel successo per 5-3, questa caratteristica è emersa con particolare chiarezza: la squadra ha mantenuto una linea offensiva molto folta, creando continuamente possibilità di passaggio e di attacco della profondità.
Una struttura simile si è vista anche contro il Real Madrid. Al Bernabéu l’Inter ha concluso 21 volte verso la porta difesa da Courtois, sfruttando soprattutto le corsie esterne e mantenendo un baricentro particolarmente alto. Anche contro il Monza l’atteggiamento è stato analogo.
Nove marcatori diversi: la forza della rosa
La varietà delle soluzioni offensive si riflette anche nella distribuzione dei gol. Sono già nove i giocatori dell’Inter andati a segno tra Serie A e Champions League, con cinque elementi arrivati a quota due reti. In totale sono 14 i gol realizzati nelle due competizioni.
Soltanto il Bayern Monaco, con dieci marcatori differenti, ha fatto meglio sotto questo aspetto. Alle spalle dell’Inter si trovano squadre come Arsenal, Manchester City, Paris Saint-Germain e Chelsea.
Il dato conferma quanto la squadra nerazzurra non dipenda esclusivamente dai propri attaccanti. La profondità della rosa permette a Chivu di trovare contributi offensivi da più zone del campo.
Numeri da vertice in quasi tutte le statistiche
Anche gli altri indicatori confermano l’impostazione offensiva dell’Inter. I nerazzurri sono primi per tocchi nell’area avversaria, 193, mentre occupano il secondo posto per cross effettuati, con 75, alle spalle della Roma. Sono inoltre terzi per calci d’angolo e primi per gol attesi, con un valore di 11,6.
La squadra di Chivu guida anche la classifica relativa alla media delle conclusioni a partita, pari a 8, e quella dei passaggi riusciti, 582 di media. Il possesso palla medio è del 66% nelle prime quattro gare, un altro dato che evidenzia la capacità dell’Inter di controllare il gioco.
Particolarmente interessante è anche la precisione delle conclusioni: il 46,7% dei tiri dell’Inter finisce nello specchio della porta. La fascia sinistra rimane la zona maggiormente utilizzata per cercare la conclusione, con 42 tiri contro i 33 prodotti dalla corsia destra.
Infine, nei passaggi chiave il duello è serrato con la Roma: 46 contro 45. Numeri che fotografano un’Inter costruita per attaccare con continuità e attraverso una quantità sempre maggiore di soluzioni.
