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Inter, Diouf racconta il lavoro con Chivu: “Con l’Inter ho più libertà”
Il centrocampista nerazzurro, abituato a giocare sulla fascia destra con l’Inter, è stato impiegato per la prima volta come terzino sinistro dalla Francia, all’interno di una difesa a quattro. Un cambiamento che richiede attenzione e una diversa interpretazione delle situazioni di gioco.
«È stata la prima volta che ho giocato a sinistra con la nazionale. All’Inter, invece, gioco a destra. Cerco di rimanere concentrato ogni giorno, anche durante gli allenamenti. Lavoro molto anche con l’allenatore fuori dal campo, analizzando i video. Cerco di concentrarmi su questi aspetti».
Il rapporto con Chivu e le differenze tattiche
Diouf ha sottolineato l’importanza della preparazione quotidiana e del confronto con l’allenatore nerazzurro. Lo studio delle immagini delle partite e delle situazioni di gioco rappresenta una parte significativa del percorso necessario per migliorare in una posizione diversa da quella abituale.
Durante l’intervista, il francese ha spiegato anche come ha accolto la richiesta di Zidane di giocare da terzino sinistro.
«È stata davvero la prima volta in assoluto nella tua carriera che hai giocato da terzino sinistro? Zidane ti ha detto: “Andy, proviamo qualcosa. Ti schiererò come terzino sinistro”».
«Sì, ma quando Zidane mi dice una cosa del genere, posso solo rispondere: “Va bene, sono a disposizione e voglio giocare”».
Una risposta che evidenzia la disponibilità del giocatore a mettersi alla prova in un ruolo nuovo, accettando le richieste dello staff tecnico.
«Con l’Inter ho più libertà»: come cambia il suo modo di giocare
Il passaggio dalla posizione ricoperta nell’Inter a quella assegnatagli in nazionale comporta differenze importanti. Diouf ha spiegato di apprezzare questa nuova esperienza, pur riconoscendo le maggiori responsabilità difensive richieste dal sistema adottato dalla Francia.
«E ti sei sentito a tuo agio in quel ruolo?»
«Mi piace. È diverso, perché a volte devo ragionare da difensore. Nella difesa a quattro della nazionale, infatti, il modo di giocare non è lo stesso che all’Inter. Con l’Inter ho più libertà: posso giocare come voglio e affrontare l’avversario nell’uno contro uno. Nella difesa a quattro, invece, devi pensare da difensore. Devi adattarti rapidamente, perché non hai tempo a disposizione».
Le parole del giocatore mettono in evidenza due interpretazioni differenti del suo ruolo: in nerazzurro può sfruttare maggiormente la propria iniziativa individuale, mentre in nazionale deve prestare più attenzione al posizionamento e agli equilibri difensivi.
La prima convocazione in Francia: «È come un sogno»
L’intervista si è conclusa con una riflessione sull’esperienza in nazionale e sulla possibilità di lavorare con una figura del calibro di Zinedine Zidane. Per Diouf, la convocazione rappresenta un momento speciale, anche per il significato che l’ex campione ha nel calcio francese e internazionale.
«Com’è stata la tua prima convocazione con la nazionale francese?»
«È fantastico. È come un sogno, perché Zidane rappresenta tantissimo per i francesi e per il calcio in generale. È molto vicino ai giocatori, ed è davvero bello. A volte si allena anche con la squadra, più o meno. Sì, è davvero una bella esperienza».
