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Inter, il caso Romero divide i tifosi. Pavard non è il vero ostacolo
Il mercato dell’Inter continua a procedere con prudenza, seguendo una linea ormai ben definita dalla dirigenza: prima alleggerire la rosa attraverso alcune cessioni, poi intervenire con nuovi acquisti.
Una strategia che, almeno per il momento, ha rallentato diverse trattative e impedito ai nerazzurri di affondare il colpo su alcuni obiettivi considerati prioritari.
Finora la società ha ufficializzato gli arrivi del difensore John Stones, approdato a parametro zero dopo la conclusione dell’esperienza al Manchester City, e del portiere Ivan Provedel, acquistato dalla Lazio. A questi si aggiungono il ritorno di Aleksandar Stankovic, il riscatto di Manuel Akanji e gli investimenti effettuati per Yanis Massolin, operazioni che hanno comportato un esborso economico significativo.
Sul fronte delle uscite, invece, gli incassi sono stati inferiori rispetto alle spese sostenute. La cessione più rilevante è stata quella di Denzel Dumfries, trasferitosi al Real Madrid, mentre Franco Carboni e Sebastiano Esposito sono stati riscattati rispettivamente da Parma e Cagliari. A queste partenze si sono aggiunti gli addii, a parametro zero, di Francesco Acerbi e Matteo Darmian, arrivati al termine della loro esperienza in nerazzurro.
Nelle ultime settimane una parte della tifoseria ha individuato in Benjamin Pavard uno dei motivi che avrebbero rallentato l’eventuale arrivo di Cristian Romero dal Tottenham. Il difensore francese, rientrato dal prestito al Marsiglia, avrebbe infatti deciso di non accettare altre destinazioni, alimentando le critiche di alcuni sostenitori interisti.
Tuttavia, attribuire esclusivamente a Pavard la mancata conclusione dell’operazione Romero appare una lettura riduttiva. Le strategie di mercato di un club dipendono da numerosi fattori, tra cui disponibilità economiche, priorità tecniche, accordi con le società coinvolte e volontà dei calciatori. Se Romero dovesse scegliere l’Atletico Madrid di Diego Simeone, la decisione sarebbe il risultato di un insieme di circostanze e non soltanto della permanenza del difensore francese.
Un ragionamento simile vale anche per altri reparti della squadra. A centrocampo, ad esempio, le posizioni di Kristjan Asllani e Davide Frattesi vengono spesso accostate alla possibilità di un assalto a Curtis Jones, ma anche in questo caso il mercato segue dinamiche più complesse rispetto al semplice principio del “prima esce uno, poi arriva un altro”.
Lo stesso discorso riguarda la fascia destra. Nonostante la partenza di Dumfries sia stata definita da tempo, l’Inter non ha ancora individuato il suo sostituto. Diversi profili sono stati valutati nelle ultime settimane e, tra questi, anche Moussa Diaby, il cui futuro potrebbe però prendere una direzione diversa. La sensazione è che il rallentamento del mercato nerazzurro sia il frutto di una strategia finanziaria ben precisa e non della scelta di un singolo giocatore di restare in rosa.
