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Inter, Marotta: “Lautaro resta il presente e il futuro”

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Serata di grande prestigio per l’Inter, impegnata al Santiago Bernabeu contro il Real Madrid nella prima giornata della League Phase di Champions League. Una sfida dal peso particolare per la formazione nerazzurra, persa per 2-1. Prima del fischio d’inizio, il presidente Giuseppe Marotta ha analizzato diversi temi ai microfoni di Sky Sport, soffermandosi anche sulle ambizioni europee del club, sul futuro di Lautaro Martinez e sulla crescita economica della società.

Marotta: “Abbiamo l’obbligo di dare il massimo”

Interrogato sulla Champions League e sulla possibilità di considerare la competizione un sogno, il presidente nerazzurro ha voluto chiarire quale debba essere l’atteggiamento della squadra:

“Puntualizzo: abbiamo un obbligo che è quello di dare il massimo, da stasera. L’aspetto motivazionale è molto importante. Poi abbiamo il diritto di sognare, ogni tanto i sogni si realizzano. E’ giusto che sia così”.

Un messaggio che fotografa la filosofia dell’Inter: massima applicazione sul campo, senza però rinunciare alla possibilità di puntare a traguardi importanti.

Il caso Lautaro e i contatti con il Barcellona

Tra gli argomenti più interessanti affrontati da Marotta c’è stato anche il futuro di Lautaro Martinez. Il presidente ha confermato che tra Inter e Barcellona ci sia stato un confronto, precisando però che non si è mai arrivati a una vera trattativa.

“Devo dire che il comportamento di Lautaro è stato esemplare. Ha manifestato un grandissimo senso di appartenenza nell’evitare qualsiasi tipo di negoziazione con il Barcellona. C’è stato un confronto tra società, ma non esistevano le condizioni per aprire le negoziazioni perché Lautaro rappresenta presente e futuro del nostro club. Per cercare di vincere bisogna avere giocatori come lui”.

Parole che ribadiscono il ruolo centrale dell’attaccante argentino nel progetto nerazzurro e la volontà della società di costruire intorno a calciatori considerati fondamentali.

La sfida contro il Real e il peso degli assenti

Marotta ha poi commentato la situazione del Real Madrid, alle prese con alcune assenze importanti. Il dirigente italiano considera comunque la rosa dei Blancos sufficientemente ricca di talento per rendere complicatissima la partita.

“Un buon momento per affrontarlo? Quello senz’altro, bisogna sfruttare questa situazione. Ma l’11 del Real Madrid che va in campo è importante, questi giocatori farebbero i titolari in moltissime squadre. Per non parlare dei fenomeni che hanno. Comunque parliamo di un livello superiore al nostro, è un dato oggettivo, ma laddove non riusciamo con la tecnica ci dobbiamo riuscire con la forza agonistica e la motivazione”.

Ricavi e stadio: l’obiettivo è ridurre la distanza

Un altro tema centrale riguarda la crescita economica dell’Inter e il confronto con i grandi club europei. Marotta ha preso come riferimento proprio il Real Madrid, sottolineando quanto il nuovo Bernabeu abbia contribuito ad aumentare ulteriormente le entrate del club spagnolo.

“Il Real Madrid è da tempo il club più forte al mondo, sia a livello sportivo che di fatturato. Con il Bernabeu hanno incrementato i loro ricavi, viaggiano dal miliardo in su. C’è un gap importante con il calcio italiano, dobbiamo essere creativi per cercare di colmarlo. Il nostro percorso di crescita c’è stato grazie ai risultati del campo, quindi possiamo dire di essere quelli che performano meglio in Italia. Manca la ciliegina, che è rappresentata dallo stadio con il quale si possono aumentare i ricavi da matchday”.

Il ritorno di Dumfries e il ricordo di Mourinho

Marotta ha infine parlato di Denzel Dumfries, tornato al Bernabeu da avversario dopo l’esperienza con l’Inter, e di José Mourinho, protagonista di una pagina indelebile della storia nerazzurra.

Sul laterale olandese, il presidente ha dichiarato:

“Dumfries l’ho visto emozionato nel ritrovare compagni e dirigenti. Sono contento per lui perché gioca in una grande squadra che gli dà la possibilità di vincere ancora molto. Se lo meritava”.

Su Mourinho, invece, il ricordo è inevitabilmente legato al Triplete del 2010:

“Mourinho è la storia dell’Inter. In questo stadio si è vissuta una serata indimenticabile che, unita ai due titoli italiani, ha dato vita al Triplete. E’ un insegnamento per i giocatori e per tutti noi. Ancora bravo a Mourinho per ciò che sta facendo al Real Madrid”.

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