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Marotta sull’addio di Ausilio: “Separazione consensuale”. E su Baccin…
Nel corso del Gran Galà del Calcio 2026, Giuseppe Marotta ha affrontato anche uno degli argomenti più importanti della giornata in casa Inter: la separazione da Piero Ausilio.
Il presidente nerazzurro ha commentato la decisione maturata dalla società, sottolineando il rapporto professionale e personale costruito negli anni con il dirigente.
Marotta ha descritto l’addio come una scelta maturata in un clima sereno, senza contrapposizioni e nel rispetto reciproco tra le parti.
“Per me che sono datato, non è una giornata particolarmente difficile. Queste dinamiche le ho già vissute nella mia carriera. È stata una giornata che ha suggellato sicuramente il divorzio da un professionista esemplare, un amico, un collega e quindi tanti ringraziamenti per il lavoro che ha svolto, ma è stata comunque una separazione consensuale, è stato tutto molto amichevole”.
Il club viene prima dei singoli
Il presidente dell’Inter ha poi spiegato la filosofia alla base delle scelte societarie, ribadendo come il progetto del club debba essere considerato prioritario rispetto alle singole figure che ne fanno parte.
Ausilio, dopo quasi tre decenni in nerazzurro, ha lasciato un’eredità importante, ma per Marotta il cambiamento rientra nelle normali dinamiche dello sport professionistico.
“Ha fatto una bella carriera, ma gli auguro nuove soddisfazioni come quelle avute all’Inter con cui ha avuto grandi successi. Nello sport viene sempre prima il brand della società e poi i soggetti singoli come Ausilio e Marotta e tanti gli altri. Questo è il mio slogan. Poi è un collega e un amico”.
Baccin raccoglie l’eredità di Ausilio
La nuova organizzazione dell’area sportiva vedrà Dario Baccin assumere un ruolo centrale. La scelta dell’Inter punta sulla continuità interna e sulla valorizzazione di una figura che conosce già profondamente l’ambiente nerazzurro.
Marotta ha spiegato che la società ha individuato in Baccin il profilo adatto per proseguire il lavoro avviato negli ultimi anni, mantenendo ben riconoscibile l’identità del club.
“Lo abbiamo fatto con Chivu, vogliamo dare continuità al DNA interista a gente professionista che ha lavorato in società e che impersonifica questi valori. Lo dico con rispetto di Ausilio, ma sono sicuro che nel corso del tempo non farà rimpiangere questa scelta. Ancora più bello che Baccin sia proprio un allievo di Ausilio, questo depone a suo favore”.
Un passaggio di consegne, dunque, che non viene visto come una rottura netta con il passato. Al contrario, l’Inter intende affidarsi a una figura cresciuta professionalmente all’interno del club e già abituata a lavorare a stretto contatto con l’area tecnica.
Il pensiero di Marotta su Inter-Napoli
Nel corso dell’intervento non è mancato anche un riferimento alla sfida tra Inter e Napoli, appuntamento importante per entrambe le squadre.
Marotta ha però invitato a non concentrarsi esclusivamente sul risultato, considerando il momento particolare della stagione e l’importanza di valutare soprattutto la prestazione offerta dalla squadra.
“Arriva in un momento interlocutorio in cui il risultato conta poco, conta molto la prestazione”.
Un nuovo capitolo per l’Inter
Le parole di Marotta delineano così la filosofia con cui l’Inter si prepara ad affrontare il nuovo corso dell’area sportiva. L’addio di Ausilio chiude una fase durata quasi trent’anni, ma la società non sembra intenzionata a rinunciare alla propria identità.
La promozione di Baccin rappresenta proprio in quest’ottica una scelta di continuità, con l’obiettivo di mantenere all’interno del club competenze, valori e conoscenza dell’ambiente nerazzurro. Per Marotta, il futuro dell’Inter dovrà quindi svilupparsi nel segno del DNA societario, con una struttura capace di evolversi senza perdere i propri punti di riferimento.
