I nostri Social

News

Inter, Spence conquista la fascia destra: da oggetto misterioso a possibile erede di Dumfries

Pubblicato

il

Spence inter
L’Inter potrebbe aver finalmente trovato una nuova certezza sulla corsia destra. Dopo un inizio di stagione tutt’altro che semplice, Djed Spence ha dato importanti segnali di crescita nella trasferta europea contro il Feyenoord, offrendo una prestazione che ha attirato l’attenzione e restituito fiducia all’ambiente nerazzurro.

L’esterno inglese, arrivato con l’obiettivo di ritagliarsi uno spazio importante nella formazione di Cristian Chivu, ha dovuto fare i conti con diversi ostacoli prima di riuscire a esprimere le proprie qualità. I problemi fisici e la necessità di completare un percorso di recupero atletico hanno rallentato il suo inserimento, alimentando anche qualche dubbio sulle sue reali possibilità di incidere.

A Rotterdam, però, qualcosa sembra essere cambiato. Spence ha mostrato personalità, dinamismo e capacità di interpretare entrambe le fasi di gioco, candidandosi concretamente a diventare una risorsa fondamentale per l’Inter.

La svolta contro il Feyenoord: Spence convince Chivu

La prestazione contro gli olandesi potrebbe rappresentare un momento decisivo nella stagione dell’inglese. La UEFA lo ha indicato come migliore in campo, riconoscendo il contributo offerto durante una partita nella quale è riuscito a mettere in evidenza le proprie caratteristiche.

Lo stesso calciatore, al termine dell’incontro, ha espresso soddisfazione per il rendimento personale e per il percorso di inserimento nel gruppo:

“Sono grato per questa vittoria e per i tre punti – ha detto dopo aver sguazzato nella ‘Vasca’ –. E sono contento per la mia prestazione. Mi sto adattando bene, la squadra e l’allenatore mi hanno accolto al meglio e mi stanno aiutando tanto”.

Parole che confermano quanto sia stato importante il lavoro svolto nelle ultime settimane per ritrovare la condizione migliore. L’Inter ha preferito non accelerare i tempi, affidandosi a un programma specifico di riatletizzazione. Una scelta che inizialmente ha limitato il minutaggio di Spence, ma che adesso potrebbe dare i suoi frutti.

Il paragone con Dumfries e il precedente di Hakimi

Il percorso dell’inglese ricorda, per certi aspetti, quello affrontato da Denzel Dumfries durante i suoi primi mesi in nerazzurro. Naturalmente si tratta di due calciatori con caratteristiche differenti: Spence punta maggiormente sulla rapidità e sulla capacità di saltare l’uomo, mentre l’olandese ha sempre fatto della forza fisica e dell’incisività offensiva alcuni dei suoi punti di forza.

Ciò che li accomuna è soprattutto la difficoltà iniziale nel conquistare spazio e fiducia. Anche Dumfries, arrivato all’Inter dopo la partenza di Achraf Hakimi, aveva dovuto affrontare un periodo complicato, caratterizzato da critiche e aspettative elevate.

L’olandese aveva raccontato in passato le difficoltà incontrate al suo arrivo:

“Gli inizi all’Inter non sono stati facili per me – ha ricordato proprio DD in una recente intervista –, sono stato molto criticato. Io sono arrivato dopo una grandissima stagione di Hakimi, l’Inter aveva appena vinto lo scudetto e molte persone non mi conoscevano. In cuor mio sapevo che all’inizio non sarebbe stato facile ma dal primo giorno ho avuto il desiderio di dimostrare che ero un giocatore da Inter”.

Un’esperienza che oggi potrebbe rappresentare un riferimento anche per Spence, chiamato a raccogliere un’eredità importante sulla stessa fascia.

Un inserimento complicato, adesso vuole prendersi il posto

L’avvio di stagione dell’inglese è stato condizionato soprattutto dalla condizione atletica. Il ritardo nella preparazione ha inevitabilmente complicato il lavoro di Chivu, che non ha potuto inserirlo immediatamente nelle rotazioni con la continuità desiderata.

I numeri delle prime giornate di campionato evidenziano le difficoltà iniziali: nelle prime dieci partite della sua esperienza interista in Serie A, Dumfries aveva raccolto una media di 27,3 minuti a gara, mentre Spence si è fermato a circa 11.

Anche in Champions League, tuttavia, entrambi hanno trovato un’occasione per mettersi in mostra. Un dato curioso riguarda il primo assist europeo: sia l’olandese sia l’inglese sono riusciti a raggiungere questo traguardo alla terza presenza nella competizione con la maglia nerazzurra. Dumfries ci era riuscito contro lo Sheriff, mentre Spence ha trovato il suo primo contributo decisivo proprio contro il Feyenoord.

Chivu aspetta conferme: la fascia destra può avere un nuovo padrone

Adesso la sfida per Spence è trasformare la buona prestazione di Rotterdam in un punto di partenza. L’obiettivo non è soltanto convincere l’allenatore, ma conquistare progressivamente un ruolo centrale nel progetto tecnico nerazzurro.

Chivu potrà contare su un giocatore capace di offrire soluzioni differenti sulla corsia destra, soprattutto per quanto riguarda velocità, iniziativa personale e capacità di creare superiorità numerica.

Il paragone con Dumfries, dunque, non riguarda la volontà di riprodurne fedelmente il gioco, ma il percorso necessario per conquistare la fiducia dell’ambiente interista. Come l’olandese aveva raccolto il testimone di Hakimi dopo un avvio complicato, anche Spence vuole dimostrare di poter diventare un protagonista della fascia destra.

La prestazione contro il Feyenoord ha riacceso le aspettative: ora serviranno continuità, condizione fisica e nuove conferme per trasformare le buone sensazioni in una certezza per l’Inter.

Copyright © 2026 InterCalcio.it | Blab S.R.L . Salvo accordi scritti, ogni forma di collaborazione è da considerarsi a titolo gratuito. Sito non ufficiale, non autorizzato o connesso all'Inter o alla Serie A. Il marchio Inter è di esclusiva proprietà della FC Internazionale Milano. Il marchio Serie A è di esclusiva proprietà della Lega Calcio.
Documento Privacy - Cookie Policy (UE)