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Sneijder incorona l’Inter di Chivu: “Ha un tocco speciale”

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Wesley Sneijder continua a guardare con grande attenzione alle vicende dell’Inter, club con cui ha scritto pagine importanti della propria carriera.

L’ex centrocampista nerazzurro, intervenuto al Festival dello Sport di Trento, ha parlato delle ambizioni della formazione di Cristian Chivu, indicando proprio l’allenatore come uno degli elementi decisivi del nuovo corso.

Il rapporto con l’Inter, del resto, resta molto forte per Sneijder, protagonista del leggendario Triplete del 2010. E guardando alla Champions League, l’olandese non nasconde il desiderio di rivedere i nerazzurri competere fino in fondo.

“Quanto ci starebbe bene una nuova Champions quest’anno, poi la finale si gioca di nuovo a Madrid…”.

La fiducia in Chivu

Il ricordo della finale del 2010 porta inevitabilmente a Madrid, anche se questa volta l’ultimo atto della competizione si disputerà al Metropolitano. Per Sneijder, però, il luogo della finale passa in secondo piano rispetto alla qualità della squadra.

“Non importa (ride, ndr). Ciò che conta è che la squadra sia pronta per provarci. Per me lo è, ha tutto: non solo un Lautaro caldissimo, ma anche l’allenatore top che serve. Il mio amico Cristian ha trovato un tocco speciale, ancora di più dopo lo scudetto e la Coppa Italia. All’inizio, anche per le difficoltà del momento, non sembrava che guidasse una “sua” macchina. Nel tempo, ha costruito una squadra molto riconoscibile in un stile. Ora l’Inter è ancora più aggressiva e bella, nel senso che sa giocare bene un calcio moderno”.

“In Europa è una delle migliori”

L’ex numero 10 nerazzurro considera l’Inter una delle formazioni più attrezzate del panorama continentale. Il rendimento in Italia, secondo Sneijder, rappresenta già un’indicazione importante, ma la vera verifica arriverà contro le principali potenze europee.

“In Italia è la migliore, questo mi sembra chiaro; in Europa una delle migliori, senza dubbio. La squadra si diverte e non deve perdere mai questa voglia di sorridere: il gruppo è già vincente da anni, può fare l’ultimo salto, anche se solo col tempo capiremo il reale livello di tutte le big di Champions”.

Il rapporto con Chivu

Sneijder ha poi raccontato il suo rapporto con Chivu, con il quale ha condiviso lo storico percorso del 2010. L’olandese vede nell’attuale tecnico nerazzurro caratteristiche che sembrano particolarmente adatte al ruolo che ricopre.

“Non devo dirlo io a lui, semmai lui a me, anche se ora che è un coach così importante non mi risponde più… (altra risata, ndr). Scherzi a parte, sembra nato per fare l’allenatore dell’Inter e non mi aspettavo che facesse anche i 100 metri per andare a festeggiare con i giocatori sotto la curva. È un po’ invecchiato ma nel cuore è rimasto sempre lui. Tutti i mestieri sono fatti di cose imparate sul campo, un po’ alla volta: ad esempio, Cristian dovrà verificare l’effetto di una sosta così lunga sui giocatori. Poi, è importante anche non dover rimontare sempre…”.

Le rimonte e la crescita della squadra

Proprio la capacità dell’Inter di reagire alle difficoltà è uno degli aspetti sottolineati dall’ex nerazzurro. Sneijder non considera casuale la frequenza con cui la squadra è riuscita a recuperare situazioni complicate.

“Non credo, siamo all’inizio, c’è stato un Mondiale prima, che avrà pesato sulla preparazione e qualche giocatore ancora deve adattarsi. Appena tutto farà clic, l’Inter non andrà sicuramente sempre sotto di due reti. Resta il fatto che ogni volta è riuscita a recuperare, per poco non ce la faceva anche a Madrid: solo le grandi squadre riescono a fare rimonte così”.

La corsa scudetto

Passando al campionato, Sneijder individua diverse squadre in grado di contendere all’Inter le posizioni di vertice. Particolare attenzione viene riservata alla Roma di Gasperini e al Como, senza dimenticare le altre big.

“La Roma con Gasperini è particolarmente aggressiva e pericoloso, soprattutto con questo Malen che segna sempre e attacca la profondità al momento giusto: pochi sanno farlo così. Ora il Como ha gli occhi di tutti addosso ed è molto interessante. Ma le altre – Milan, Juve e pure Napoli –, come fai a non considerarle?”.

Da Lautaro a Calhanoglu: i giocatori più apprezzati

Sneijder ha poi dedicato parole importanti ad alcuni dei protagonisti dell’attuale rosa nerazzurra. Lautaro Martinez è tra quelli che più lo hanno colpito, sia per il legame con la maglia sia per le qualità offensive.

“Lautaro è davvero innamorato dell’Inter, un po’ come Zanetti. Ha lo sguardo dell’attaccante cattivo, con quello ha già fatto mezzo gol. Sono curioso di vedere anche gli inglesi: Jones è un gran bel centrocampista, moderno, e Spence sulla fascia mi sembra più offensivo di Dumfries. In mezzo, poi, tutto gira attorno a Barella e, soprattutto, a Calhanoglu, che mi piace tantissimo anche per il modo in cui calcia”.

Il futuro di Calhanoglu

Uno dei temi più delicati riguarda il futuro di Hakan Calhanoglu, il cui contratto si avvicina alla scadenza. Per Sneijder, l’età non dovrebbe rappresentare un ostacolo nella valutazione del centrocampista turco.

“Non so la situazione, non posso dire molto, ma uno così io me lo terrei sempre e l’età non mi sembra un grossissimo problema. Poi, in generale, nel club si fa sempre un giusto ricambio: Thuram fa benissimo, ma è esploso un grande Pio. Vale per l’Inter, ma anche per la maglia azzurra: questo ragazzo ha un fisico da paura e con quello sta spingendo la Nazionale. Io amo l’Italia ma penso che tutto il mondo voglia rivedere gli azzurri al livello più alto possibile”.

Sneijder guarda anche alla Nazionale olandese

L’ex nerazzurro ha infine commentato il percorso dell’Olanda, soffermandosi sulla scelta della Federazione di puntare su un allenatore che conosce bene la tradizione calcistica del Paese.

“La Federazione ha fatto bene ad affidarsi a un allenatore che conosce bene la scuola olandese. Contro la Serbia hanno segnato pure due giocatori molto importanti nella Serie A degli ultimi anni”.

Per Sneijder, dunque, il calcio resta profondamente legato al presente e al passato. E nel presente c’è un’Inter che, secondo il suo grande ex protagonista, può tornare a sognare in grande anche in Europa.

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