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Inter, l’Europa resta un problema: cosa è cambiato da Inzaghi a Chivu
La sconfitta maturata al Santiago Bernabéu contro il Real Madrid ha riportato al centro dell’attenzione un tema che accompagna l’Inter ormai da diverso tempo: la capacità di esprimere il proprio calcio con la stessa continuità anche nelle serate europee più complicate.
Il ko per 2-1 contro gli spagnoli ha lasciato comunque indicazioni positive sul piano della reazione. La squadra di Cristian Chivu è riuscita a rimanere dentro la partita e, dopo un primo tempo difficile, ha provato a cambiare ritmo nella ripresa. Il tecnico ha sottolineato proprio il coraggio mostrato dai suoi giocatori, pur riconoscendo la presenza di alcuni errori.
Chivu ha cambiato qualcosa rispetto a Inzaghi
Il passaggio da Simone Inzaghi a Cristian Chivu non ha prodotto una rivoluzione tattica. L’impianto di base dell’Inter è rimasto legato al 3-5-2, ma il nuovo allenatore ha introdotto alcune differenze nella gestione delle fasi di gioco.
Uno degli elementi più evidenti riguarda il pressing. Chivu chiede agli attaccanti maggiore aggressività nei confronti dei difensori avversari, cercando di recuperare il pallone più in alto e di aumentare l’intensità. Allo stesso tempo, la costruzione dal basso non è stata completamente abbandonata, anche se l’Inter sembra utilizzarla con modalità meno insistite rispetto al passato.
Più coraggio, ma anche più rischi
L’atteggiamento proposto da Chivu porta inevitabilmente anche qualche rischio. Una squadra che sceglie di alzarsi maggiormente e di andare a pressare in avanti può concedere spazi alle ripartenze degli avversari.
È proprio uno degli aspetti sui quali l’Inter dovrà lavorare. L’obiettivo non è rinunciare all’aggressività, ma riuscire a trovare il giusto equilibrio tra pressione, possesso e copertura degli spazi. Il tecnico nerazzurro ha più volte ribadito la necessità di una squadra capace di adattarsi alla partita e all’avversario, senza perdere intensità e coraggio.
Il nodo della Champions
La Champions League rappresenta quindi un banco di prova fondamentale. L’Inter vuole confermarsi ai massimi livelli internazionali, ma per farlo dovrà eliminare quei momenti di disattenzione che possono diventare decisivi contro avversari di assoluto livello.
La strada indicata da Chivu passa dalla crescita mentale oltre che tattica. L’allenatore ha parlato della necessità di essere più determinati, evitare di speculare sul risultato e affrontare ogni gara con la stessa serietà.
Il confronto con l’era Inzaghi
Il paragone con Inzaghi nasce inevitabilmente dai risultati ottenuti dall’Inter negli ultimi anni. Il tecnico piacentino aveva portato la squadra a competere con continuità anche in Champions, costruendo un’identità molto riconoscibile.
Chivu non sembra intenzionato a cancellare quel lavoro, ma piuttosto ad aggiungere nuove soluzioni. L’Inter mantiene una struttura che conosce bene, mentre aumenta la componente di aggressività e flessibilità. Il vero salto di qualità arriverà quando queste novità saranno accompagnate da una maggiore continuità nelle partite europee.
La sconfitta di Madrid, dunque, non rappresenta soltanto un passo falso. Può diventare un’occasione per capire cosa manca ancora all’Inter di Chivu per trasformare il proprio potenziale in risultati pesanti anche sul palcoscenico internazionale.
