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Marotta: “Il rinnovo di Chivu solo una formalità”
Nel corso di un evento a San Siro dedicato ai temi caldi del calcio italiano, Giuseppe Marotta e Paolo Scaroni hanno affrontato numerosi argomenti, spaziando dalla situazione della Serie A fino ai progetti infrastrutturali e agli obiettivi sportivi dei rispettivi club.
Il presidente dell’Inter ha sottolineato le difficoltà del sistema calcio, chiedendo un maggiore supporto istituzionale: “È fondamentale per risolvere una crisi che secondo me è partita nel 2006. Abbiamo bisogno che ci accompagni in questa difficile missione che in alcune circostanze supera le nostre teste. Noi, sotto, possiamo garantire la nostra competenza. Ma poi dal punto di vista legislativo ci sono cose molto vecchie. Conosco Abodi da tantissimi anni, lui fa quello che può, ma oggi la situazione è di grande emergenza. Bisogna tirare un focus molto preciso. Il calcio è in difficoltà. La Serie A chiede assolutamente che ci sia un sistema normativo che non sia di impedimento. Non siamo alla ricerca di finanziamenti, ma da soli non ce la facciamo. Basterebbero alcuni accorgimenti come per esempio una defiscalizzazione per investire nei settori giovanili e nel sistema dilettantistico: la percentuale di fallimenti nelle leghe inferiori è altissima, non c’è sostenibilità”.
Marotta ha poi ribadito la necessità di rivedere il format del campionato: “Squadre come Inter e Milan devono rispondere a impegni diversi, tra Europa e nazionali. Avere 20 squadre significa avere intasamento. Se una partita venisse sospesa per maltempo, oggi non troveremmo nemmeno una data. Un campionato a 20 squadre non è in grado di essere vissuto. Un rischio per le piccole? Lo capisco, andrebbero prese delle contromisure. Il sistema ha bisogno anche delle squadre medio piccole”.
Sul fronte nerazzurro, parole chiare anche sul tecnico Cristian Chivu: “Il traguardo importante dello scudetto è vicino, ma manca ancora poco. Chivu rinnova? Ha già il contratto, è una formalità… Cristian risponde appieno al profilo che cercava l’Inter, rappresenta un grande punto di riferimento. L’unico neo poteva essere quello dell’esperienza, ma la sta acquisendo. Siamo contenti della scelta e lui l’ha ripagata. È uno dei migliori allenatori emergenti in circolazione”.
Dall’altra parte, il presidente del Milan si è concentrato soprattutto sul tema stadio: “Tutto quello che vedete qui intorno è di proprietà di Milan e Inter, cominciamo da questo. Qualsiasi cosa dipende da noi e dall’amministrazione, ma il passo essenziale è stato fatto. Per quanto riguarda il nuovo impianto, tutto sta procedendo in modo ragionevole ed efficiente. Io spero di poter presto presentare la facciata del nuovo stadio, il progetto di come si presenterà. Un’opera talmente importante che deve raccogliere l’adesione di tutti. Siamo vicini a questa scelta, dobbiamo essere rapidi. Tutto questo, certamente, prima dell’estate. Il vantaggio è che Milan e Inter sono molto simili, non è che lo stadio che voglio io è diverso da quello che vuole Marotta. In altre città non esiste un rapporto simile, mentre per noi va bene scegliere insieme”.
Scaroni ha poi commentato il momento della squadra: “Da sabato scorso ad oggi non ho passato una settimana particolarmente allegra, ma resto fiducioso. La qualificazione in Champions è sempre stata il nostro unico obiettivo. Illusione scudetto tra i giocatori? Io non lo sono mai stato, facendo un po di matematica e osservando le altre squadre. La Champions è importantissima per tante ragioni, ed è impossibile immaginare che il Milan non ci sia”.
Infine, un passaggio su Giovanni Malagò: “Ha dedicato la sua vita allo sport in modo egregio da presidente del Coni: non ho dubbi su di lui”.
Tra riforme, ambizioni sportive e progetti infrastrutturali, il messaggio è chiaro: il calcio italiano è a un bivio e serve una strategia condivisa per rilanciarlo.
