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Moratti incorona l’Inter: “Nico Paz è fortissimo. Lautaro e Barella da tenere a vita”

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Moratti, depositphotos.com

Massimo Moratti torna a parlare dell’Inter e lo fa con lo stesso entusiasmo che ha caratterizzato i suoi anni alla guida del club nerazzurro.

Ospite di “Sky Sport Unplugged”, l’ex presidente ha ripercorso aneddoti legati allo storico spogliatoio del Triplete, soffermandosi anche sull’attuale Inter di Cristian Chivu e sulle strategie che la società dovrebbe seguire in vista del prossimo mercato.

Moratti ha iniziato ricordando il clima che si respirava all’interno della sua squadra: “La memoria si confonde, i giocatori sono sempre stati rispettosi e seri, c’è sempre stato un clima intelligente. Questo mi ha sempre fatto piacere, gli allenatori rispettavano i giocatori. Quando è successo che qualche allenatore andasse oltre, c’era qualche giocatore che sapeva difendere il resto della squadra”. Tra gli episodi raccontati anche uno legato a Walter Samuel: “Samuel non parlava mai, ma con un allenatore che caricò troppo la squadra gli disse esattamente cosa pensava. Da quel momento tutto funzionò bene“.

L’ex patron nerazzurro ha poi ricordato la pressione vissuta dai giocatori prima delle grandi sfide: “C’erano giocatori che stavano male prima delle partite, uno non si rende conto della tensione che soffrono i giocatori prima delle partite importanti”. Un pensiero speciale è andato anche a Julio Cruz: “Con Cruz andavi sul sicuro, è il centravanti che tutti vorrebbero nella propria squadra perché segnava sempre“.

Ampio spazio anche a Cristian Chivu, oggi allenatore campione d’Italia con l’Inter. Moratti ha elogiato soprattutto il coraggio dimostrato dall’ex difensore durante la carriera da calciatore: “Io la tensione la sentivo per forza, ma Chivu riusciva a mantenere un atteggiamento sicuro, di tranquillità. In realtà era coraggiosissimo“. Poi il ricordo dell’infortunio alla testa: “Ricordiamoci che si spaccò la testa con un buco vero e dopo un mese dall’operazione si è rimesso a giocare“. E ancora: “Ultimamente mi ha detto che mentre giocava, quando colpiva la palla di testa, vedeva buio per cinque secondi: era coraggiosissimo”.

Moratti ha promosso anche il percorso di Chivu da allenatore: “Lo ha fatto bene nelle giovanili, al Parma, poi all’Inter. Ha avuto un miglioramento costante di un ragazzo intelligente“.

Parlando di mercato, l’ex presidente ha indicato la filosofia che secondo lui dovrebbe seguire il club: “Si discute sempre se conviene spendere per tanti giocatori o per un giocatore forte. L’esperienza vuole che sia bene prenderne uno forte, ti ripaga col suo gioco“. E tra i talenti che lo hanno colpito maggiormente ha citato Nico Paz: “In Italia c’è Nico Paz, bello da vedersi, un piacere vederlo. Nico Paz mi sembra fortissimo“.

Infine, Moratti ha individuato i due simboli dell’Inter del presente e del futuro: “Lautaro, è ancora giovane nel modo di fare e muoversi. È l’uomo su cui conto di più. Barella è un altro da tenere per il carattere che ha“. Per lui, i due nerazzurri rappresentano le colonne su cui costruire l’Inter dei prossimi anni.

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