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Nuovo Generali Stadium, Inter e Milan guardano ai modelli europei
Il progetto del nuovo stadio di Milano entra sempre più nel vivo.
Nella serata di giovedì 29 ottobre, Inter e Milan hanno presentato il design del Generali Stadium, l’impianto destinato a prendere il posto dell’attuale Giuseppe Meazza. La struttura dovrebbe essere inaugurata all’inizio della stagione 2031-2032 e rappresenterà un passaggio fondamentale per lo sviluppo commerciale ed economico dei due club.
Il nuovo impianto promette strutture moderne, spazi dedicati all’intrattenimento e un’offerta hospitality più ampia. I ricavi derivanti dai diritti di denominazione, dai servizi esclusivi e dalle attività commerciali potranno contribuire a rafforzare i bilanci delle società.
Resta, però, una domanda particolarmente importante per i sostenitori: quanto costerà acquistare un biglietto o sottoscrivere un abbonamento per assistere alle partite nel nuovo stadio? Al momento non esistono tariffe ufficiali, ma l’andamento dei prezzi a San Siro e le esperienze di Tottenham e Atletico Madrid permettono di delineare alcune possibili prospettive.
Biglietti e abbonamenti, i prezzi sono già aumentati a San Siro
Prima di ipotizzare quanto si spenderà nel nuovo impianto, è necessario considerare l’evoluzione delle tariffe applicate da Inter e Milan negli ultimi anni.
Dal 2019-2020, entrambe le società hanno progressivamente aumentato i prezzi degli abbonamenti stagionali, con differenze significative tra i settori dello stadio. Una strategia che ha interessato anche i biglietti delle singole partite, soprattutto in occasione degli appuntamenti più importanti della stagione.
Per quanto riguarda gli abbonamenti, l’Inter ha registrato un incremento medio di circa l’82%, passando da una spesa di 503 euro a 915 euro. Gli aumenti sono stati particolarmente marcati in alcuni settori centrali, dove si sono raggiunti picchi del 118%.
Il Milan ha seguito una tendenza analoga, seppure con un incremento più contenuto. Nello stesso periodo, il costo medio degli abbonamenti è salito da 493 a 745 euro, con una crescita del 51%. Gli aumenti maggiori, pari a circa il 68%, hanno riguardato le poltroncine arancioni e la tribuna d’onore.
Ancora più evidenti sono alcune variazioni relative ai biglietti delle singole partite. Prendendo in considerazione gli ultimi derby a partire dalla stagione 2022-2023, si sono registrati rincari fino al 153% per determinati settori: il prezzo del terzo anello, per esempio, è passato da 59 a 149 euro. Anche il settore ospiti ha visto un aumento, seppure più contenuto, di circa il 9%, arrivando a una tariffa di 70 euro.
Da qui al 2031 sono possibili altri rincari
L’apertura del Generali Stadium è ancora lontana diversi anni. Fino al trasferimento nel nuovo impianto, Inter e Milan continueranno a giocare a San Siro e le tariffe potrebbero subire ulteriori modifiche.
L’inflazione, l’aumento del costo della vita e la crescita delle spese di gestione rappresentano fattori che potrebbero incidere sui prezzi nei prossimi cinque anni. Di conseguenza, è possibile che gli abbonamenti e i biglietti diventino progressivamente più costosi già prima dell’inaugurazione del nuovo stadio.
Un altro elemento da considerare riguarda la capienza. Il progetto del Generali Stadium prevede circa 71.500 posti, una scelta che punta a garantire un’elevata affluenza e a favorire il tutto esaurito in un numero maggiore di partite.
Allo stesso tempo, la presenza di aree hospitality più ampie e di una maggiore offerta di servizi premium potrebbe spingere le società a rivedere la distribuzione dei posti e le relative fasce di prezzo.
L’investimento necessario per realizzare una struttura di questo livello renderà inoltre importante la capacità di generare ricavi nel lungo periodo. Per questo motivo, nel corso degli anni successivi all’inaugurazione potrebbero arrivare ulteriori aumenti, soprattutto per i posti più esclusivi e per le partite di maggiore richiamo.
Per capire come potrebbero muoversi i due club milanesi nella fase iniziale, è utile osservare quanto accaduto in Inghilterra e in Spagna.
Tottenham, abbonamenti quasi stabili ma biglietti più cari
Il nuovo stadio del Tottenham, inaugurato nel 2019 e con una capienza di circa 62.000 spettatori, rappresenta uno dei riferimenti più interessanti per il progetto milanese. Gli Spurs hanno lasciato lo storico White Hart Lane per trasferirsi in un impianto moderno e dotato di strutture commerciali all’avanguardia.
In occasione della stagione 2018-2019, il club londinese scelse di applicare aumenti relativamente contenuti agli abbonamenti. La tariffa minima passò da 765 a 795 sterline, con un incremento del 3,9%, mentre quella massima salì da 1.895 a 1.995 sterline, registrando una crescita del 5,3%.
La situazione fu differente per i biglietti delle singole partite. Secondo le rilevazioni denunciate dal Tottenham Hotspur Supporters Trust, le tariffe medie delle categorie B e C aumentarono rispettivamente del 30% e del 50% rispetto ai prezzi applicati nel precedente stadio.
Particolarmente significativo fu il caso dei biglietti di categoria C, il cui costo arrivò a circa il doppio rispetto alle tariffe precedenti.
L’esperienza del Tottenham mostra quindi una strategia precisa: contenere gli aumenti degli abbonamenti, almeno nella fase iniziale, e intervenire in misura più consistente sui biglietti acquistati per le singole partite.
Atletico Madrid, abbonamenti più economici all’inaugurazione
Un percorso differente è stato seguito dall’Atletico Madrid con il trasferimento dal Vicente Calderón al nuovo stadio, inizialmente conosciuto come Wanda Metropolitano e oggi denominato Riyadh Air Metropolitano.
L’impianto madrileno, con una capienza di circa 68.000 spettatori, ha permesso al club di ampliare sensibilmente la disponibilità di posti rispetto alla struttura precedente.
Proprio questa maggiore capienza ha consentito all’Atletico di adottare una politica iniziale favorevole agli abbonati. Nella stagione 2017-2018, il prezzo dell’abbonamento nella fascia più economica scese da 325 a 250 euro, con una riduzione del 23,1%. Nella seconda fascia, la tariffa passò invece da 430 a 325 euro, diminuendo del 24,4%.
Una scelta che ha permesso di accompagnare il trasferimento nel nuovo impianto con condizioni inizialmente più vantaggiose per i sostenitori.
Negli anni successivi, tuttavia, i prezzi sono tornati a crescere. Nella stagione 2026-2027, l’incremento medio rispetto alle tariffe iniziali ha raggiunto circa il 38%, mentre per i posti premium l’aumento ha superato il 108%: il costo è passato da 1.235 a 2.572 euro.
Anche i biglietti delle singole partite seguono una politica di prezzi differenziati in base all’importanza dell’incontro. Per le sfide più prestigiose, come quelle contro Barcellona e Real Madrid, le variazioni iniziali hanno oscillato tra una riduzione del 22% per alcune fasce economiche e un aumento del 7,1% per quelle più costose. Negli anni successivi, i rincari dei biglietti di fascia alta sono arrivati a circa il 30%.
Il caso dell’Atletico dimostra che un trasferimento in uno stadio più moderno non comporta necessariamente aumenti immediati per tutti i tifosi, ma non esclude una crescita progressiva dei prezzi nel medio-lungo periodo.
Inter e Milan, quale strategia per il nuovo stadio?
Le esperienze internazionali suggeriscono che non esiste un unico modello da seguire. Il Tottenham ha mantenuto relativamente stabili gli abbonamenti iniziali, aumentando maggiormente il costo dei biglietti singoli. L’Atletico Madrid, invece, ha potuto ridurre le tariffe degli abbonamenti grazie all’incremento della capienza, salvo poi aumentare gradualmente i prezzi negli anni successivi.
Per Inter e Milan, la situazione presenta alcune differenze importanti. Il Generali Stadium avrà una capienza inferiore rispetto all’attuale San Siro, che può ospitare oltre 75.000 spettatori nelle configurazioni più ampie. Parallelamente, il nuovo progetto punta a valorizzare maggiormente i posti premium e gli spazi dedicati all’ospitalità.
Queste caratteristiche rendono meno probabile una strategia iniziale simile a quella dell’Atletico Madrid, che ha potuto contare su una maggiore disponibilità di posti per mantenere più bassi alcuni prezzi.
Uno scenario plausibile potrebbe prevedere aumenti graduali delle tariffe già durante gli ultimi anni a San Siro, seguiti da una politica commerciale specifica per il nuovo impianto. Gli abbonamenti potrebbero essere gestiti in modo da limitare gli incrementi iniziali, mentre i biglietti delle partite più richieste e le aree premium potrebbero essere maggiormente interessati da una revisione dei prezzi.
Si tratta, tuttavia, di ipotesi: senza un piano tariffario ufficiale, non è possibile stabilire quanto spenderanno concretamente i tifosi.
Quanto costerà andare allo stadio dal 2031?
Per conoscere il costo effettivo dei biglietti e degli abbonamenti del Generali Stadium sarà necessario attendere le comunicazioni ufficiali di Inter e Milan. I precedenti europei, però, indicano che la modernizzazione degli impianti può accompagnarsi a strategie commerciali differenti, anche all’interno dello stesso mercato calcistico.
La tendenza registrata a San Siro negli ultimi anni suggerisce che la pressione sui prezzi potrebbe continuare anche prima del trasferimento. Una volta inaugurato il nuovo impianto, la maggiore offerta di servizi esclusivi e la necessità di valorizzare l’investimento potrebbero favorire ulteriori rincari, soprattutto per i settori più richiesti.
La vera sfida per i due club sarà trovare un equilibrio tra sostenibilità economica e accessibilità. Il nuovo stadio dovrà infatti rappresentare una risorsa finanziaria per le società, senza trasformarsi in un ostacolo per i tifosi che desiderano seguire regolarmente la propria squadra.
Il punto centrale sarà quindi la gestione delle tariffe: il confronto con Tottenham e Atletico Madrid offre indicazioni utili, ma soltanto le future decisioni di Inter e Milan permetteranno di capire quale modello verrà adottato a Milano.
