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Inter, il derby evidenzia tutti i problemi: stanchezza, approccio sbagliato e poca lucidità. Chivu cerca la svolta

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Il derby lascia all’Inter molto più di una sconfitta da metabolizzare.
Il confronto con il Milan ha portato alla luce una serie di difficoltà che la formazione di Cristian Chivu sta attraversando nell’ultimo periodo. I nerazzurri hanno incassato un altro risultato negativo nella stracittadina, prolungando una serie senza vittorie che ormai pesa anche sul piano psicologico. Ma al di là dei precedenti, a preoccupare è soprattutto la prestazione offerta a San Siro.

La squadra è apparsa poco brillante, vulnerabile nei momenti decisivi e incapace di trovare continuità durante la partita. L’Inter si è ritrovata ancora una volta a dover inseguire, confermando un problema che non può essere risolto ogni volta attraverso una rimonta. Contro avversari di questo livello, partire con il giusto atteggiamento diventa fondamentale.

Emergenza e stanchezza: i nerazzurri faticano a trovare energie

Uno degli aspetti più evidenti riguarda la condizione atletica. Diversi elementi importanti della rosa sembrano attraversare una fase di affaticamento e il confronto con il Milan ha reso ancora più visibile questa difficoltà. I rossoneri, pur avendo affrontato un calendario altrettanto impegnativo, sono sembrati in diverse fasi più reattivi e capaci di mantenere alta l’intensità.

A complicare ulteriormente le scelte di Chivu ci sono state anche alcune indisponibilità legate all’influenza. Bonny, come riferito da Barella, aveva accusato una febbre molto alta nei giorni precedenti alla partita e non era nelle condizioni di partire titolare. Il suo ingresso è arrivato soltanto nel finale, quando ormai il risultato era compromesso. Anche Pio Esposito ha dovuto fare i conti con problemi influenzali, limitando ulteriormente le alternative a disposizione dell’allenatore.

L’emergenza, tuttavia, non può spiegare ogni difficoltà. Alcuni problemi erano già emersi nelle precedenti uscite e il derby ha rappresentato un ulteriore segnale della necessità di ritrovare brillantezza.

L’approccio alla partita è il vero campanello d’allarme

La questione fisica si intreccia con un problema di natura mentale. L’Inter ha iniziato la gara con poca attenzione e ha concesso al Milan situazioni che hanno indirizzato rapidamente il risultato. Non si tratta di un episodio isolato: anche nelle partite contro Bologna, Fiorentina e Venezia erano emerse difficoltà nella gestione dei primi tempi e nell’approccio complessivo.

Nel derby, alcune disattenzioni individuali hanno avuto un peso determinante. In occasione delle prime reti rossonere sono mancati attenzione, comunicazione e capacità di leggere i movimenti degli avversari. Errori che, in una partita così delicata, finiscono inevitabilmente per essere pagati.

A fine gara, Nicolò Barella ha individuato proprio nell’atteggiamento uno dei principali limiti attuali della squadra: “Penso che l’approccio sia la cosa che in questo momento prima di tutto ci sta mancando: non puoi andare sempre sotto e dover recuperare”.

Un concetto chiaro, che sottolinea come l’Inter non possa continuare a concedere vantaggi agli avversari nella speranza di riuscire successivamente a ribaltare il risultato.

Le scelte tattiche di Chivu e le difficoltà in campo

Anche l’impostazione iniziale dell’allenatore merita un’analisi. Le condizioni non ottimali di alcuni attaccanti hanno certamente influenzato le decisioni di Chivu, ma il sistema adottato nel derby non ha permesso a tutti i giocatori di esprimersi al meglio.

Il 3-4-2-1 proposto dal tecnico ha creato qualche difficoltà nell’occupazione degli spazi e nella ricerca delle giuste distanze. Diouf e Sucic non sempre sono riusciti a trovare la collocazione ideale per incidere, mentre Thuram è rimasto spesso isolato in avanti. Anche il reparto arretrato ha mostrato qualche incertezza, concedendo spazi che il Milan avrebbe potuto sfruttare con maggiore precisione.

Barella ha evidenziato inoltre un’altra lacuna, legata alla capacità di controllare il ritmo della partita: “Ogni tanto devi anche poter gestire la partita e invece non siamo capaci di farlo. Questo lo paghi”.

La sensazione è che l’Inter faccia fatica a rallentare il gioco quando necessario. Il Milan, invece, è riuscito a gestire diversi momenti della gara, alternando accelerazioni, possesso palla e fasi di attesa. I nerazzurri hanno continuato a correre, senza trovare sempre il modo di amministrare le energie e il risultato.

Anche le sostituzioni non hanno prodotto l’effetto sperato. Gli ingressi di Bonny, Pio Esposito e Dimarco sono arrivati quando la situazione era ormai difficile da raddrizzare. Le condizioni fisiche dei primi due rappresentavano un limite oggettivo, ma resta la sensazione che i cambi non siano riusciti a modificare l’andamento della sfida.

Inter scarica anche mentalmente: Chivu deve ritrovare la fame

Oltre alla stanchezza fisica e agli errori tattici, c’è un elemento che preoccupa forse ancora di più: la squadra sembra attraversare un momento di difficoltà anche sul piano delle motivazioni. In questa prima parte di stagione, in più occasioni, i nerazzurri non hanno mostrato la determinazione necessaria per affrontare le partite con la giusta intensità.

Barella, parlando in conferenza stampa, ha richiamato ancora una volta il gruppo alle proprie responsabilità: “Da inizio anno ci manca l’atteggiamento giusto […] Dobbiamo guardarci in faccia, la strada è lunga, ci sono tanti punti e sono importanti in ogni partita. Il derby era importante per noi, volevamo dimostrare più di quanto fatto”.

Chivu aveva già provato a intervenire su questo aspetto alla vigilia della stracittadina, chiedendo ai suoi maggiore concretezza, spirito di sacrificio e disponibilità a lottare su ogni pallone. Il tecnico aveva insistito sulla necessità di ritrovare quella dose di “provincialità” utile per affrontare anche le fasi più complicate delle partite. Un messaggio che, almeno contro il Milan, non ha trovato la risposta sperata.

Adesso la priorità è recuperare energie e fiducia in vista dei prossimi appuntamenti, a cominciare dalla trasferta europea contro il Feyenoord e dalla successiva gara casalinga con il Como. Due impegni che richiederanno una squadra più compatta e determinata.

Lo stesso allenatore ha riconosciuto che qualcosa, rispetto alla passata stagione, sembra essere venuto meno: “Manca qualcosa rispetto all’anno scorso”.

La situazione resta recuperabile, ma l’Inter deve cambiare passo rapidamente. Non bastano più qualità tecnica e capacità di rimontare: servono attenzione fin dai primi minuti, maggiore solidità e una mentalità capace di sostenere la squadra anche quando le energie vengono a mancare. La richiesta di Chivu è chiara: ritrovare quella cattiveria agonistica che, in questo momento, sembra essere una delle principali assenze della formazione nerazzurra.

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