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Inter, Akanji indica la strada a Chivu: “Non dobbiamo necessariamente pressare alti”

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Manuel Akanji prova a lasciarsi alle spalle un periodo complicato e contro lo Shakhtar Donetsk ha offerto segnali incoraggianti.
Il difensore dell’Inter, reduce da alcune prestazioni al di sotto delle aspettative, sembra essere sulla strada giusta per ritrovare la condizione mostrata nella scorsa stagione. Il Mondiale disputato con la Svizzera e le energie spese negli ultimi mesi potrebbero aver inciso sul suo rendimento, ma la gara europea ha restituito indicazioni positive.

Nonostante l’espulsione di Bastoni, i nerazzurri sono riusciti a conquistare la vittoria senza subire gol. Un risultato importante, arrivato anche grazie a una gestione diversa delle fasi difensive e a un atteggiamento più prudente nei momenti delicati della partita.

Akanji spiega la sua idea di gioco

Al termine della sfida, il centrale svizzero ha sottolineato come, in determinate situazioni, sia necessario evitare di forzare costantemente il pressing alto, privilegiando invece una gestione più attenta delle energie.

“Penso che a volte dobbiamo anche lasciare che gli avversari dimostrino di essere più bravi di noi, senza concedere loro occasioni facili. Credo che anche questo sia un buon modo di interpretare il nostro stile di gioco. Non dobbiamo necessariamente andare a pressare alti perché consumiamo troppe energie…”.

Parole che evidenziano un principio tattico preciso: non è sempre indispensabile aggredire gli avversari nella loro metà campo. In alcune circostanze, abbassare il baricentro e aspettare il momento opportuno può aiutare la squadra a mantenere maggiore equilibrio.

“Anche il contropiede ci sta”

Akanji ha poi approfondito il concetto, spiegando come una fase difensiva più ragionata possa trasformarsi in un’opportunità per colpire in ripartenza.

“A volte dobbiamo lasciare che siano gli avversari ad essere bravi abbastanza da uscire e creare qualcosa. E poi, quando recuperiamo il pallone, possiamo anche ripartire in contropiede. Penso sia una buona tattica. Quindi, a volte, bisogna anche riposare un po’, aspettare e poi aggredire al momento giusto”.

Non si tratta di una critica diretta a Cristian Chivu, ma di una riflessione sulle possibili soluzioni per rendere l’Inter più solida. La gara contro lo Shakhtar ha mostrato una squadra capace di adattarsi alle difficoltà, soprattutto dopo essere rimasta in inferiorità numerica.

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